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Monte dei Cappuccini di Torino , il faro della città

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Il monte dei Cappuccini, su un colle abbastanza alto tanto da essere denominato monte, illuminato dalle Luci d’Artista nel periodo natalizio, rappresenta un punto di riferimento per i torinesi.

Ora è un convento francescano cappuccino dove si rifugiano molti fedeli per riflettere, pensare e qualcuno per iniziare il percorso di vocazione. Non tutti sanno che nell’XI secolo, proprio sul Monte dei Cappuccini, era collocata una fortificazione difensiva detta Bastia. Fungeva da controllo per il vicino ponte di legno sul Po e di un’antica Rocca – da cui deriverebbe il nome dell’omonima via della Rocca.

Monte dei Cappuccini, il faro della città di Torino
Monte dei Cappuccini, il faro della città di Torino

Solo nel 1581 il Duca Carlo Emanuele ha acquistato la Bastia dalla famiglia Scaravelli per affidarla ai Frati Francescani Cappuccini e costruire una chiesa dedicata a San Maurizio affidando l’incarico all’architetto Soldati. Poco tempo dopo i lavori si sono interrotti per riprendere nel 1610. L’incarico viene affidato al famoso architetto Ascanio Vitozzi, con cambio dell’intitolazione della chiesa in Santa Maria del Monte.

Grazie ad una serie di fortunati restauri si è potuto indagare meglio sulla storia artistica di questa chiesetta. In modo particolare su questioni cultuali con il ritrovamento di molte sepolture, prima fra tutte quella di Filippo D’Agliè, importante uomo del governo sabaudo nel Seicento: Maresciallo di Campo Francia, Capitano delle Corazze della Guardia di S.A., Ministro di Stato, Soprintendente generale delle Finanze, Maresciallo generale dell’Armata, Gran Maestro della Casa, Cavagliere del Supremo Ordine della SS. Annunziata.

Monte dei Cappuccini, il faro della città di Torino
Monte dei Cappuccini, il faro della città di Torino

Nonostante la sua carriera, Filippo d’Agliè è passato alla storia per una vicenda molto più romantica. La sua storia d’amore con la Duchessa Cristina di Francia, prima Madama Reale. La scoperta del corpo del nobile è  avvenuta in modo inaspettato e con molta sorpresa nonostante il nobile avesse chiesto per testamento di essere sepolto umilmente nel convento del Monte.

Spesso diciamo come a Torino manchi solo il mare, per il resto è una città quasi perfetta. Il mare c’era.

Molte migliaia di anni fa probabilmente la zona del Monte era sommersa dal mare – a testimonianza di questo vi sono le numerose conchiglie ritrovate nei pressi della collina dimostrando che probabilmente fosse un fondale marino.

Ora sarebbe solo un sogno, un bel sogno. Ora è la nostra piccola vedetta torinese e se proprio vogliamo trovare un collegamento “marino”, il nostro faro. E per chi è credente anche il “faro spirituale” in un mondo in difficoltà.

Giulia Copersito

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