Home Spor-to Toro opaco, ma quante recriminazioni!

Toro opaco, ma quante recriminazioni!

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Il tifoso del Toro, spesso, si nutre di recriminazioni. Ne farebbe a meno, ma non dipende da lui. Il ricordo di un gol sbagliato e di quello che avrebbe potuto essere se il pallone fosse entrato, non lo accompagna solo dal tragitto che lo porta dallo stadio alla macchina, ma lo prende anche a distanza di anni, quando meno se lo aspetta. E così, in coda in tangenziale come in un momento di relax, all’improvviso si rimaterializzano immagini di reti fallite, sia le più celebri (la traversa di Sordo, che se fosse entrata avrebbe sicuramente reso il mondo un posto migliore, il palo di Dorigo, il gol mangiato da Fattori nel derby), sia quelle più sconosciute e legate al vissuto personale (un tiro di Rubino allo scadere a lato di niente in un inutile Toro-Napoli 1-2, una conclusione alta da un passo di Bruno allo scadere di Toro-Inter sempre 1-2, il legno colto da Ventola nel 4-4 col Parma). A questo punto, ovviamente, la giornata è irrimediabilmente rovinata e vallo a spiegare a chi ti sta accanto. Da ieri pomeriggio, i granata hanno ben quattro occasioni fallite da inserire nel juke box delle recriminazioni. Bei momenti.

Toro-Palermo

Contro il Palermo, fanalino di coda e con Gasperini richiamato in panchina dopo l’interregno di Malesani, i granata non giocano certo la loro miglior partita stagionale, però creano quattro palle gol enormi, tre sbagliate in maniera quasi incredibile, una per sfortuna. Le prime due in avvio: palla filtrante di Bianchi su cui Barreto (caduto da solo? Travolto?) non arriva, ma che giunge fra i piedi di un solissimo Vives, che spara in curva da ottima posizione. Poco dopo, Bianchi doma una palla sporca, si coordina bene e spara col destro dal limite, cogliendo un clamoroso palo a portiere battuto. Le ultime due nel finale, quando sbagliare è ancora più doloroso: prima Meggiorini, all’84’, prolunga un angolo di Cerci e D’Ambrosio, entrato da poco, non trova il piede giusto per il tocco vincente a porta spalancata, poi lo stesso Meggiorini ha una palla ottima in area, dopo un furioso batti e ribatti, ma se la fa neutralizzare dal piede di Sorrentino.

Gol sbagliati a parte, non è stato un buon Torino. Dopo il furto di Cagliari, ci si aspettava i granata un po’ più tonici, ma non è stato così. Il Palermo ha tenuto palla per lunghi tratti, ma senza creare mai nulla di pericoloso, grazie anche a una difesa che, a fianco della certezza Glik, ritrovava Rodriguez per la squalifica di Ogbonna: Pelado sontuoso, capace anche di un paio di sortite difensive a testa alta. Il problema del Toro è stato costruire e ripartire: il 4-3-3 scelto da Ventura non è stata un’idea sbagliata, ma Vives non è riuscito a interpretare bene quel ruolo di ibrido (centrocampista-ala) decisivo nello scorso girone di ritorno e ci si è ritrovati a giocare solo sulla fascia di Cerci. In mezzo, invece, se Brighi è piaciuto parecchio, Gazzi, pur sufficiente, ha confermato il calo di Cagliari e, in avanti, sono arrivati quasi esclusivamente palloni sporchi e difficilmente gestibili dalla coppia Bianchi-Barreto. Se il capitano si è battuto con generosità, sfiorando anche un gol fantastico, come già detto, il brasiliano sembra patire ora, dopo l’avvio scoppiettante, il lungo tempo senza giocare: nelle ultime gare è stato di una leggerezza preoccupante, ieri ha girato molto lontano dall’area e, come una sorta di Geremia di Alan Ford applicato al calcio, si è fatto male in tre modi diversi, accasciandosi spesso al suolo. Urge recuperarlo in fretta.

Ventura ha provato a ridisegnare la squadra nella ripresa: sensato l’innesto di Santana per Vives, anche se l’ex di turno non è entrato bene in partita, come quello di Meggiorini per Barreto, con il numero 69 che ha sì sbagliato un gol importante, ma ha vivacizzato la manovra da encefalogramma piatto del secondo tempo granata. Forse un po’ tardivo l’ingresso di D’Ambrosio al posto di un Darmian sottotono.

Toro-Palermo

E l’arbitraggio? Il menu, dopo le perle di Peruzzo in terra sarda, regalava quel Rocchi indigesto ai granata nei derby. Qualche atteggiamento irritante della giacchetta fosforescente c’è stato e, se dovessimo dare un voto, sarebbe un 5,5. Ammonizioni poco sensate, tra cui quella di Vives per simulazione (il centrocampista viene toccato, scelta quanto meno severa) e di Cerci, per un mani dopo che, mezzo secondo prima, era stato ignorato un intervento a gamba alzata su di lui: l’esterno salterà Parma.

I risultati del pomeriggio, però, trasformano un’occasione mancata in un mattoncino in più verso la salvezza: le ultime tre sono a 21 punti, 11 in meno dei granata. Che, c’è da dire, partite come queste, negli anni scorsi, le avrebbero anche perse (chi si ricorda un Toro-Empoli 0-1, gol di Vannucchi?). Il processo di crescita e di ricostruzione che Ventura sta portando avanti, nella prossima stagione, dovrebbe, finalmente, farle vincere.

Francesco Bugnone

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