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La Mela mangiata… dai ladri

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La Mela mangiata... dai ladri
La Mela mangiata... dai ladri

Alla faccia di Icloud, di dispositivi di sicurezza per gli utenti, dell’ inviolabilità di un oggetto Apple.

Alla faccia di quelli che fanno ore e ore di code ogni qual volta l’azienda americana lancia un nuovo oggetto, destinato ovviamente a diventare un cult nel giro di poche ore.

Questa notte ci hanno pensato i ladri a violare uno dei templi torinesi degli appassionati di tutto ciò che è Mela, inteso come marchio Apple: lo store monomarca di via Roma.

La Mela mangiata... dai ladri

Attorno alle 5 di mattina il blitz: e rimarrà deluso chi si aspetta un’invasione tecnologica degna di un film di spionaggio, magari condita di spegnimento del sistema di allarme grazie a un sofisticato sistema di codici cifrati: i lupin sabaudi sono entrati dalla vetrina principale, sfondandola con un’autovettura.

Bum.

Una volta dentro hanno semplicemente fatto razzia degli oggetti che per molti sono diventati un culto, prediligendo quelli più piccoli, facili da portare via e soprattutto da rivendere: Ipad, Ipod, Iphone.

Hanno invece tralasciato, per i motivi di cui sopra, computers e oggetti più cari e voluminosi.

L’evento conferma come il negozio torinese, il più grande d’Italia e l’unico, insieme a quello di Bologna, aperto in centro città e non in un centro commerciale (da ricordare comunque che a Grugliasco è presente uno store gemello alle Gru), non nasca sotto una buona stella: inaugurato a ottobre, dopo soli due mesi era già stato violato, con un conseguente ammanco di 50 mila euro. (La foto a inizio pagina si riferisce proprio al furto di dicembre)

Più basso il valore del colpo gobbo di stanotte, circa trentamila euro, secondo le prime stime: un disastro in termini assoluti, un’inezia in termini relativi.

La Mela mangiata... dai ladri

In che senso?

Provate a fare una telefonata all’omologo store di Parigi, che nella notte di San Silvestro ha subito un furto per circa un milione di euro: a sentire com’è andata a Torino, di certo si faranno una bella risata.

 

Andrea Besenzoni

 

 

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