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Juve, mezzo scudetto in tasca

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Nel calcio, è risaputo, non bisogna mai cantare vittoria finchè l’arbitro non fischia, oppure, per dirla alla Trapattoni, è bene “Non dire gatto se non è nel sacco”. Eppure il pareggio conquistato al San Paolo di Napoli contro la squadra di Mazzarri ha permesso alla Juve di mettere le mani almeno su mezzo scudetto. Perché è vero che i punti di vantaggio dei bianconeri sul Napoli continuano ad essere 6, ma il vantaggio negli scontri diretti di fatto regala un +7 agli uomini di Conte in classifica e, vista anche la prestazione in campo delle due squadre, è difficile pensare che nelle ultime undici giornate gli juventini siano in grado di dilapidare il vantaggio. E’ bene comunque rimanere sempre sull’attenti e non abbassare il livello di guardia, ma in questo Conte ha già dimostrato di essere un vero maestro.

 Juve -Napoli, sfida al San Paolo

Davanti ad uno stadio San Paolo tutto esaurito da settimane e con i tifosi partenopei letteralmente scatenati (anche troppo, visto che qualche “tifoso” ha preso a sassate il pullman degli ospiti) nei primissimi minuti a partire meglio sono i padroni di casa. Il più pericoloso, come successo spesso nelle ultime partite, non è il Matador Cavani ma bensì l’altro top player azzurro, Hamsik, che dimostra di essere entrato subito in partita con una conclusione che costringe Buffon a mettere alla prova i riflessi. Con il passare dei minuti, però, il Napoli probabilmente subisce troppo l’importanza della gara, appare nervoso, incapace di far filare liscia la manovra di gioco ed offre il fianco alla Juve che prende il possesso del campo. La rete del vantaggio bianconero è dietro l’angolo e a sbloccare il risultato ci pensa il rientrante Chiellini che su azione di calcio d’angolo sovrasta di testa Britos, colpevole di non cercare l’anticipo, e batte De Sanctis. A questo punto della partita per almeno un quarto d’ora il Napoli risente psicologicamente dello svantaggio, smette di giocare e si dimostra incapace di mettere in piedi una qualsiasi forma di reazione.

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E’ la Juve ad essere padrona del campo e della partita e a collezionare occasioni su occasioni che potrebbero indirizzare definitivamente la gara e forse anche il destino di tutto il campionato. La più clamorosa capita però sui piedi di Mirko Vucinic che anziché segnare il 2-0 si fa ipnotizzare la conclusione dal portiere del Napoli che così tiene in vita le speranze di rimonta dei padroni di casa. Il copione della gara, che sembrava scritto, subisce però una deviazione prima dell’intervallo. Dopo che Chiellini trattiene i capelli di Cavani, il Matador partenopeo reagisce colpendo con una gomitata il difensore della nazionale, reazione da rosso che però è sanzionata solamente con un’ammonizione dal direttore di gara che preferisce soprassedere, così come non fischia un netto rigore ai danni di Lichsteiner.

 

Juve -Napoli, sfida al San Paolo

 

Il Napoli è nervoso perché non riesce a pareggiare la sfida ma prima dell’intervallo trova il pareggio grazie alla solita conclusione da fuori area dello svizzero Inler che, grazie anche ad una deviazione, batte Buffon e porta le squadre al riposo sul risultato di 1-1. Risultato di parità che non va bene al Napoli mentre può bastare alla Juve che – come ammette anche Conte nel dopo gara – nella ripresa sostanzialmente si accontenta di amministrare la gara e di non correre eccessivi rischi. In effetti in tutto il corso della ripresa l’occasione migliore per il Napoli capita sui piedi di Dzemaili, non proprio l’azzurro con la migliore qualità tecnica, che ha la possibilità di calciare a porta praticamente vuota ma la conclusione del centrocampista svizzero termina a lato.

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Era la palla che avrebbe potuto cambiare il corso della partita e probabilmente riaprire il campionato, invece la sfida è terminata sul risultato di pareggio che certamente soddisfa di più la Juventus rispetto al Napoli. Come detto all’inizio i giochi non sono ancora fatti ed è bene non abbassare la guardia anche quando la Juve dovrà affrontare i prossimi e più complicati incroci ad eliminazione diretta di Champions League, ma se non tutto almeno si può dire che con il pareggio di Napoli la squadra di Conte ha messo le mani su mezzo scudetto. Sei punti più il vantaggio degli scontri diretti sono un buon tesoretto, ma non è ancora giunto il momento di festeggiare.

Andrea Magri

 

 



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