Home Cronaca di Torino La globalizzazione passa anche attraverso le differenze nelle sepolture

La globalizzazione passa anche attraverso le differenze nelle sepolture

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confessioni religiose cimitero Monumentale Torino
confessioni religiose cimitero Monumentale Torino

Che quella in cui viviamo sia ormai una società pienamente multietnica e multiculturale è ormai un dato di fatto assodato, impossibile da negare. Torino non fa certo eccezione e anche all’ombra della Mole Antonelliana emergono istanze che non possono essere ignorate.

 È il caso delle sepolture per le confessioni religiose diverse dalla cattolica.

La traslazione della salma e la conseguente tumulazione in patria sono retaggi delle prime generazioni di immigrati.

Oggi, sempre più cittadini stranieri scelgono di seppellire i propri cari in Italia.

Un’inversione di tendenza spiegabile con il fatto che molti hanno ormai profonde radici nel nostro Paese e che è certamente preferibile avere vicino i propri cari defunti per poterli andare a trovare ogni tanto al cimitero.

Torino La globalizzazione passa anche attraverso le differenze nelle sepolture

 

E aggiungiamoci anche la crisi; un funerale normale costa sicuramente meno di un trasferimento della salma nel paese d’origine.

L’appartenenza di molti cittadini immigrati a confessioni religiose diverse dalla cattolica ha aperto, nella nostra città come in molte altri grandi centri, il problema delle aree di inumazione.

Ogni confessione ha infatti regole e rituali propri per la sepoltura sanciti spesso dai testi sacri e che, come tali, non possono essere modificati.

La comunità ebraica, presente in Piemonte da secoli, vanta già da diversi anni un’area dedicata nel cimitero Monumentale. Secondo la religione ebraica infatti i corpi non possono venire esumati – salvo rarissime occasioni – e le aree destinate alla sepoltura dei fedeli ebrei sono tendenzialmente “perenni”.

Non è quindi possibile, come accade normalmente, procedere all’esumazione a dieci anni dalla sepoltura per verificare lo stato di decomposizione e decidere se i resti mortali possono essere contenuti in cassette più piccole.

Quando un cimitero o un’area di sepoltura ebraica non ha più spazio le uniche possibilità sono l’ampliamento o la costruzione di una nuova area.

Torino La globalizzazione passa anche attraverso le differenze nelle sepolture

Al cimitero Monumentale esiste anche, dalla fine degli anni Ottanta, un’area destinata all’inumazione dei defunti di fede musulmana. Un musulmano non può essere sepolto insieme a defunti di altre fedi e solitamente la sepoltura deve avvenire il giorno stesso della morte per evitare l’imbalsamazione del cadavere; per questo motivo si preferisce una sepoltura vicino a dove è vissuto.

Non è possibile cremare il corpo o seppellirlo fuori terra. Se possibile deve essere sepolto senza bara, deposto su un fianco e rivolto verso la Mecca.

Le tombe sono semplici, senza foto e spesso senza lapidi.

Esiste poi, sempre all’interno del Monumentale, un settore evangelico che conta circa 500 sepolture.

A Torino sono però presenti cittadini stranieri appartenenti a circa 40 diverse confessioni religiose e molte di queste hanno fatto richiesta di aree dedicate per le tumulazioni.

La comunità più numerosa è quella dei romeni, la maggior parte dei quali è di fede ortodossa. Il Comune ha così deciso, nelle ultime settimane, di destinare un’area di 31 mila metri quadrati all’interno del cimitero Parco alla sepoltura delle confessioni diverse dalla cattolica che non abbiano ancora spazi simili negli altri cimiteri.

È poi il caso di dare alcune spiegazioni sulla comunità cinese e sui suoi riti funebri, attorno ai quali gravitano diversi luoghi comuni.

La maggior parte dei cinesi presenti in Italia, siano essi cattolici o fedeli di altre confessioni, predilige il trasferimento della salma in patria o la cremazione; in quest’ultimo caso le ceneri possono essere conservate in casa oppure inviate in Cina.

 

Alessandro Porro

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