Home Cronaca di Torino Luce per le strade, quando Torino illuminò la notte

Luce per le strade, quando Torino illuminò la notte

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Storia illuminazione pubblica Torino
Storia illuminazione pubblica Torino

Fino al 1675 se uno dei nostri avi “bogianen” avesse dovuto uscire di casa dopo il tramonto avrebbe dovuto ricordare di portarsi dietro una lanterna, una torcia o almeno una candela. Il rischio di andare a sbattere contro un muro o una colonna di granito era infatti garantito dalla totale assenza di illuminazione cittadina, almeno finché sua signoria Maria Giovanna Battista di Savoia impose alla città di tenere lanterne accese che facessero luce agli angoli delle strade.

Il sistema era piuttosto rudimentale, ma già cent’anni dopo, grazie all’architetto Dellala vennero installate 625 lanterne a 4, 3 o 2 fiamme, alimentate da olio o sego. E luce fu.

Torino poteva rivaleggiare con le capitali europee in fatto di illuminazione pubblica, ma è a cavallo dl 1860 che fece un ulteriore passo avanti: la tecnologia a gas venne adottata su larga scala e i vecchi lampioni lasciarono il posto a oltre 700 fanali nuovi di zecca.

Nel frattempo il genio di Edison aiutò la nostra città a dotarsi delle prime lampade a filamento incandescente, già molto simili a quelle che utilizziamo ancora oggigiorno.

I primi a ringraziare furono gli amanti della lirica che nel 1884 videro sotto una nuova luce il Teatro Regio, seguito a stretto giro da via Po, via Roma, e le piazze Carlo Felice, San Carlo e Vittorio Emanuele. Tutto il centro storico in pratica, fu illuminato con lampade ad arco o ad incandescenza e sette anni più tardi la Società Piemontese di Elettricità assunse l’incarico dell’illuminazione pubblica e fornì circa 300 nuove lampade.

Nel 1907, con più di un secolo di anticipo sulla crisi economica globale e il redditometro, i cittadini iniziarono a lamentarsi delle bollette, ma la neonata Azienda Elettrica Municipale diede una bella sforbiciata ai prezzi dell’energia comunale. Beati i nostri bisnonni!

Il 1919 vide la nascita del primo disegno organico di illuminazione elettrica cittadina per merito dell’ingegner Peri che, secondo una divisione gerarchica delle zone cittadine, studiò un progetto in cui il livello di luce diminuiva dal centro verso la periferia. Torino non si fermò qui e fu definita la nuova “Ville lumière” in ben due occasioni.

Tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta quando il parco lampade venne rinnovato e fu applicato il comando centrale per l’accensione e lo spegnimento; in seconda battuta, in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, i visitatori arrivata da tutta Europa poterono ammirare gli splendidi giochi di luce installati nel Parco del Valentino.

Da allora le innovazioni tecnologiche si rincorrono di anno in anno e tra lampade a basso consumo e lampioni a energia solare, la società Iride, nata dalla fusione tra AEM Torino e AMGA Genova nel 2006, opera giornalmente per non farci sbattere il naso quando rientriamo a casa dopo una serata al cinema.

 

Marco Parella

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