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Peruzzo (Cagliari) 4 Torino 3

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Cagliari 4 Toro 3 24 /02/2013
Cagliari 4 Toro 3 24 /02/2013
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Comincia a essere difficile parlare di calcio, quando una squadra è costretta a fare, sempre, più di quanto dovuto per portare a casa una partita.

Sì, il centrocampo che non filtra bene, sì, la peggior prestazione in granata di Ogbonna, sì, i cambi tardivi di Ventura. Ma se, ogni volta, gli arbitraggi subiti buttano più in là la pietra nel campo degli errori a sfavore, il discorso tecnico inizia a passare in secondo piano, le partite risultano inquinate, si comincia a pensar male, a non capire come continuino ad arrivare determinate decisioni, che spaziano dall’iper-severità alle invenzioni vere e proprie.

Forse Peruzzo da piccolo è stato picchiato da un bambino con la maglia di Giacomo Ferri, Calvarese è stato bocciato all’esame di guida da un istruttore che aveva la foto di Pulici nel portafoglio o Banti, da ragazzino, non ha fatto tredici per colpa di un gol del Toro nel finale. Ma, davvero, risulta difficile spiegare razionalmente un accanimento simile, che fa sembrare il girone d’andata del 2008-2009 qualcosa di pulito.

 

Cagliari 4 Toro 3 24 /02/2013
Cagliari 4 Toro 3 24 /02/2013

 

In un “Is Arenas” a porte chiuse, per le note vicende relative alla sua agibilità, Cagliari e Torino iniziano a ritmi blandi. Il 4-2-4 degli ospiti non gira come sempre, ma neanche i sardi, a parte qualche accelerazione, propongono granchè. Il primo scossone è un fallaccio di Daniele Conti su Barreto a centrocampo, che lascia il brasiliano dolorante a lungo: fallo da cartellino arancione, che, in determinati casi diventa rosso, in altri il giallo e Peruzzo sceglie questa opzione. Ben più discutibile ciò che accade proprio dopo, quando Ogbonna, agganciato da Avelar, cade in area durante una mischia: Peruzzo nega il rigore ai granata, tra le proteste generali.

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Rigore che, invece, fischierà a Cagliari per un contatto fra lo stesso Ogbonna e Sau, parso, sinceramente, veniale. Dal dischetto, l’attaccante sardo trasforma, nonostante Gillet tocchi col piede, e il tempo si chiude sull’1-0.

Cagliari 4 Toro 3 24 /02/2013
Cagliari 4 Toro 3 24 /02/2013

 

Nella ripresa, il Toro scende in campo con un altro piglio: sulla destra Cerci inizia a rifare il fenomeno e Darmian è il suo degno scudiero, in men che non si dica la partita è ribaltata.

Al 47’ un cross del terzino, rimpallato, si trasforma in un assist d’oro per l’inserimento dell’esterno che, con un diagonale fulminante, trova il quinto centro stagionale, quarto nel girone di ritorno.

Al 54’ancora Cerci, con l’esterno, lancia Darmian che crossa, Agazzi smanaccia per anticipare Bianchi e Stevanovic, per il resto del match  in ombra, la mette dentro. L’impressione è che la partita sia in mano, che i granata siano più forti anche delle decisioni arbitrali, insomma, che, in una giornata elettorale, il Toro scelga di andare a sinistra, intesa come la parte nobile della classifica.

E qui, arriva il grosso errore degli ospiti, che sprecano un paio di contrattacchi per fare il 2-1, facendo rientrare pian piano in partita il Cagliari. Ventura inserisce solo Birsa per Stevanovic, mentre il centrocampo è in affanno con Vives e Gazzi che lasciano campo agli avversari.

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Cagliari 4 Toro 3 24 b

 

Al 74’Conti si ritrova solissimo in area (Gazzi non lo segue, Ogbonna è in braccio a Gillet) e incorna imparabilmente in rete un traversone di Cossu, per il pareggio. I sardi continuano ad attaccare e Pinilla, subentrato a un Ibarbo deludente, taglia la difesa granata come il burro. Ogbonna si ritrova al suo cospetto e, completamente in confusione, lo tiene per un braccio. Il rigore ci può stare, l’espulsione un po’ meno. Dal dischetto, lo stesso attaccante cileno, vero crack della partita, trasforma in maniera imparabile per Gillet.

In dieci, Ventura butta dentro Diop per Barreto e, appena trenta secondi dopo, il neo entrato, per liberarsi di Ekdal, gli da una manata. Peruzzo, severissimo, sventola un “rosso” che avrebbe dovuto essere “giallo”: attendiamo simili decisioni davanti ai movimenti di un Cavani, per esempio.

In nove, però, i granata, disperati, riacchiappano la partita, mentre Menga rileva Cerci e il quarto uomo indica cinque minuti di recupero. Birsa tiene palla al limite, attorniato solo da maglie rossoblù, e la fa arrivare chissà come a Bianchi, che, al cospetto di Agazzi, viene tirato giù da Rossettini, guadagnandosi un rigore. Visto il metro peruzziano, potrebbe essere lecita l’espulsione (chiara occasione da gol al pari di Pinilla): invece no, ci si accontenta, si fa per dire, del penalty trasformato egregiamente da Bianchi.

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Cagliari 4 Toro 3 24 /02/2013
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Un paio di minuti dopo, però, Daniele Conti fa capire che anche gli dei sono contro il Torino: il suo tiro da fuori, deviato da Glik, spiazza Gillet. Granata ancora all’assalto, ma, nonostante un cambio, un rigore con relative proteste ed esultanza, un’interruzione per i crampi di Vives, un altro gol con festeggiamenti vari, Peruzzo fischia puntualissimo al 95’, senza un secondo di più, completando una prestazione oscena.

In un mondo calcistico in cui si sbraita, si grida al complotto e si piagnucola per qualsiasi cosa, vedremo se la società Torino continuerà a puntare sul “low profile”, scelta sicuramente di stile, ma che, nel paese di chi urla più forte, paga zero. L’auspicio è che gli uomini di Ventura, nel prossimo incontro, debbano solo preoccuparsi di essere più forti del Palermo, per riprendere il cammino verso la salvezza, interrotto momentaneamente in un modo che fa male, troppo male.

E quel “troppo” è riferito al fatto che il risultato positivo sarebbe stato il modo giusto per onorare il compleanno di Gigi Meroni e, soprattutto, la memoria di Riccardo Sabbadini, Presidente dei Tori Seduti, scomparso nella notte tra venerdì e sabato. Speriamo che, lassù, abbiano spento la radio sul 2-1 e siano andati a vedere una partita degli Invincibili.

Francesco Bugnone



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