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Italia ’61: storia di un panorama che non c’è più

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Italia '61: storia di un panorama che non c'è più
Italia '61: storia di un panorama che non c'è più

Italia ’61: storia di un panorama che non c’è più

Il 1961 fu l’anno in cui John Kennedy prestò giuramento come 35° Presidente degli Stati Uniti d’America e in cui Bob Dylan debuttò come cantante.E l’anno in cui, In Italia, i disoccupati scesero a soli duecentomila, proprio in occasione del primo centenaria dell’Unità d’Italia.Quell’anno, a Torino, prima capitale dello Stivale unito, la Circoscrizione IX ospitò l’Esposizione Internazionale del Lavoro, per gli amici, Italia ’61.

 

Italia '61: storia di un panorama che non c'è più

 

Più di 4 milioni di visitatori accorsero per prender parte all’evento promosso da Giuseppe Pella, Presidente del Comitato, Amedeo Peyron, l’allora sindaco e Achille Mario Dogliotti, Presidente del Consiglio Direttivo.

Molte le attrazioni, oggi quasi del tutto dimenticate: la monorotaia ALWEG, il Circarama della Walt Disney e poi lei, la diva indiscussa d’Italia ’61: l’Ovovia di Ugo Carlevaro.

Dall’attuale zona della Scuola di Amministrazione Aziendale, 61 piccole cabine biposto collegavano la zona dell’Expo con il Parco Europa Cavoretto, oggi conosciuto come rifugio di giovani innamorati in cerca di privacy, ma allora come adesso, uno dei punti panoramici più belli della città.

A 10 metri dal suolo correva un cavo su cui scorrevano 61 piccole simil smarties che trasformarono Torino in una città futuristica.

118 m di dislivello tra la stazione di partenza e quella di arrivo ed una lunghezza di 871 metri per una funivia amica dell’ambiente, alimentata ad energia elettrica.

600 passeggeri ogni ora, sorridenti ma un po’ preoccupati, che con 100 lire potevano godersi Torino da un nuovo punto di vista.

Cosa rimane oggi di quella voglia di altezza e di vertigini di una città che oggi ha paura di guardarsi dall’alto al basso e vede con timore mongolfiere e ruote panoramiche?

Italia '61: storia di un panorama che non c'è più
Italia ’61: storia di un panorama che non c’è più

 

La gemella Sud, vicino al Parco del Valentino, sente altri sorrisi ed è partecipe di altre preoccupazioni.

Dal 2006, l’anno della seconda occasione di Torino per farsi ammirare ed invidiare da tutto il mondo, si è trasformata nella Stazione Regina che ospita i bambini malati dell’Ospedale Regina Margherita.

Più triste invece il destino della sorella Nord, lontana dagli occhi, lontana dal cuore.

I ruderi della Stazione del Parco hanno versato per anni in pessime condizioni, dimenticate da tanti, mai conosciute da molti.

Fino al 2011 quando, l’associazione Art at Work ha fatto irruzione nel camerino della diva per darle una svegliata.

Le opere di Loredana di Lilli e Matteo Rubbi, a denuncia dello stato di abbandono dei locali, si son proposte come evocazione del tempo che fu ma anche come epitaffi di quel che non sarà mai più.

Ma ancora oggi, a volte, il cielo di Torino sospira per la perdita della sua diva colorata.

 

di Irene Perino

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