Home Spor-to Emirates Stadium, Allianz Arena, Juventus Stadium. Trova l’intruso.

Emirates Stadium, Allianz Arena, Juventus Stadium. Trova l’intruso.

71
SHARE

Risulta evidente che, tra Arsenal, Bayern Monaco e Juventus, la società torinese, esempio unico in Italia ad avere uno stadio di proprietà, sia ancora indietro sulla scelta del nome da assegnare al proprio impianto.

O per meglio dire non ha ancora trovato uno sponsor adeguato con cui siglare un contratto pluriennale a più zeri.

Il “naming” dello stadio, ultima moda esterofila in fatto di business sportivo, è infatti un ghiottissimo affare in cui le società calcistiche vorrebbero tuffarsi, dopo il successo riscontrato dalle omologhe pallavolistiche o cestistiche (ricordiamo i vari PalaLottomatica, Pala Bre Banca, PalaWhirlpool e Unipol Arena tra gli altri).

 

Torino Emirates Stadium, Allianz Arena, Juventus Stadium. Trova l’intruso.

In soldoni (ed è proprio il caso di dirlo) si tratta di trovare una grande azienda in grado di sborsare qualche decina di milioni di euro a fronte dell’intitolazione del proprio campo sportivo per un periodo determinato, cosa che porterebbe nelle casse societarie una boccata d’ossigeno in tempi di ristrettezze economiche e permetterebbe di dirottare quei fondi per ripianare debiti o per intervenire sul calciomercato.

Quando nel 2011 venne inaugurato il moderno impianto di c.so Gaetano Scirea 50, il Presidente Agnelli dichiarò di aver affidato il compito di vendere il nome dello J. Stadium all’agenzia tedesca Sportfive, già incaricata da Bayern e PSG; la Sportfive versò nei forzieri bianconeri 75 milioni di euro ed ottenne per i 12 anni successivi all’inaugurazione (fino al 30 giugno 2023), il diritto esclusivo a trovare un partner ufficiale che battezzi lo stadio.

La dirigenza piemontese impose però due vincoli: che l’eventuale azienda non fosse né una concorrente della Nike, sponsor tecnico della squadra, né una qualsiasi casa automobilistica, per il legame tra il club e la Fiat.

Juventus Stadium scelta nome

I tifosi bianconeri in questo periodo hanno avanzato proposte dall’intrinseco significato emotivo come “Gianni Agnelli”, “Giampiero Boniperti” o “29 maggio”, data della tragedia dell’Heysel, ma le logiche di profitto non possono badare troppo ai ricordi.

Da allora, però, è passato quasi un anno e mezzo e la Sportfive fatica a trovare un’offerta adeguata al prestigioso contratto, nonostante nei mesi scorsi si siano rincorse numerose voci in merito.
Dalla suggestiva Qatar Airways degli sceicchi arabi al gigante dei supermercati Conad, passando per un accordo sfumato all’ultimo con TNT, azienda di trasporti e logistica, o forse con la ex Deutsche Post, DHL.

La boutade più suggestiva rimane però l’offerta di 25 milioni di euro in 5 anni fatta pervenire in c.so Galileo Ferraris dal patron del sito di incontri extraconiugali AshleyMadison.com. Il responsabile del portale per le scappatelle, Noel Biderman, all’epoca affermò la possibilità di uno stadio tutto rosa: “Sarebbe unico nel suo genere”.

Negli ultimi tempi, anche l’amministratore delegato bianconero, Giuseppe Marotta, si è detto preoccupato per uno Juventus Stadium “sfruttato solo al 50% delle sue potenzialità”, ma è ormai chiaro che gli investitori, soprattutto stranieri, non sono attratti dal mercato italiano dello sport e la situazione non si riesce a sbloccare.

 

Juventus stadium Torino

La brandizzazione degli stadi a livello europeo prosegue invece a gonfie vele.

L’Arsenal ha sottoscritto un accordo da 100 milioni di sterline fino al 2021 con gli Emirati, il Manchester City ne incassa 10 all’anno da Etihad, a Monaco la multinazionale delle assicurazioni Allianz verserà 80 milioni di euro in 30 anni per l’impianto dove giocano Bayern e Monaco 1860, mentre anche squadre meno blasonate come lo Shalke 04 incamerano oltre 5 milioni l’anno per la Veltins Arena.

Ci sono però due controindicazioni al binomio azienda-stadio: la prima e più importante è che l’Uefa, per le partite internazionali, non permette questo tipo di sponsorizzazione, a meno che il brand non figuri tra i partner ufficiali delle competizioni continentali.

Per questo motivo i Gunners londinesi in Champions League risultano giocare in un fantomatico “Arsenal Stadium” e il Bayern, per la finale dell’edizione 2012 ha dovuto rinominare l’Allianz Arena in un più prosaico “Futball Arena Munchen”.

Torino Emirates Stadium, Allianz Arena, Juventus Stadium. Trova l’intruso.

Il secondo e più futile motivo che sconsiglierebbe il protrarsi di questo remunerativo business è senza dubbio la facile ironia che deriva da certi accostamenti.

In America si sprecano gli esempi buffi e se i calciatori del Dallas giocano all’invitante “Pizza Hut Park”, a Louisville i tifosi si possono sistemare sulle tribune del “Kentucky Fried Chicken Yum! Center”, mentre il colpo di genio è stato quello di una catena di fastfood che, nella città di Corpus Christi (!!), hanno ottenuto di intitolare il locale campo di calcio “Whataburger Field”.

Se la Juve giocasse in America una “Moggi Thanksgiving Arena” non gliela negherebbe nessuno!

 

Marco Parella

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here