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Non diamola vinta a chi uccide i nostri amici a 4 zampe

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Torino Non diamola vinta a chi uccide i nostri amici a 4 zampe
Torino Non diamola vinta a chi uccide i nostri amici a 4 zampe
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Veder morire un animale domestico è un’esperienza che segna qualsiasi bambino che si trovi a doverla affrontare.

Osservare, ascoltare o anche solo sentire raccontare la sofferenza di un amico peloso, compagno di giochi e di dormite sul tappeto, colpisce indifferentemente grandi e piccini, ma quando un cane o un gatto muore per avvelenamento la prospettiva cambia radicalmente.

È inconcepibile per qualsiasi essere sano di mente capire quale stortura psicologica porti qualcuno a spargere bocconi avvelenati nei parchi cittadini.

Immaginatevi questa scena: un signore di mezza età (o una signora, non fa differenza) ha la fortuna di abitare nelle vicinanze di un bel giardino pubblico; le sue finestre affacciano sul verde e quando c’è il sole gli basterebbe scendere pochi scalini per godere del profumo dei fiori, seduto su una panchina.

Ma lui non la pensa così. Le sue serrande sono sempre abbassate, preferisce la tv alle passeggiate e le urla dei bambini che giocano a palla sul prato lo innervosiscono.

C’è un’altra cosa però che lo fa impazzire: i latrati dei cani che scorrazzano proprio sotto casa sua.

E allora via al suo piano diabolico.

Prima tappa il macellaio per acquistare dei colli di pollo o delle polpette di manzo, poi dal ferramenta per chiodi, polvere di vetro o veleno per topi. Infine, nella stessa cucina in cui ogni santo giorno prepara il suo pranzo, l’uomo farcisce le sue micidiali esche. Nottetempo, una sortita al parco per seminare il suo invitante carico di morte e poi l’attesa.

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La malata attesa di sentire i guaiti di un cane con lo stomaco perforato o semplicemente la smania di vedere i trafiletti sui giornali e contare le vittime della sua “brillante” operazione notturna.

A giudicare dal numero di segnalazioni che ogni mese si leggono in rete e sui quotidiani (ne abbiamo parlato anche su Mole24 in tre occasioni  http://www.mole24.it/2012/10/26/attenzione-bocconi-avvelenati-zona-vanchigliettahttp://www.mole24.it/2012/10/09/bocconi-avvelenati-corso-telesio/   http://www.mole24.it/2012/09/04/emergenza-bocconi-avvelenati-alla-colletta/), sembra che a Torino di squilibrati del genere purtroppo ce ne siano parecchi.

Non diamola vinta a chi uccide i nostri amici a 4 zampe

Cosa fare in caso ci si imbatta in simili esche? Innanzitutto sarebbe buona norma portare sempre con sé della semplice acqua ossigenata.

Se il cane, o il gatto, ha già ingerito il boccone avvelenato, la prima cosa da fare è cercare di indurre il

vomito. Somministrargli 1 ml di acqua ossigenata per kg di peso, potrebbe fargli rigettare il veleno e consentire poi un rapido trasporto in un centro veterinario per le cure del caso.
Il medico avrà poi l’obbligo di informare il Sindaco e l’Asl di competenza per gli accertamenti e la bonifica dell’area, ma anche noi possiamo fare la nostra parte.

Avvelenare un animale è infatti reato ai sensi degli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale e l’articolo 14 T.U. Leggi sanitarie (Regio Decreto 27.07.1934, n° 1265) proibisce e punisce lo spargimento di sostanze velenose con reclusione ed ammende, per cui è possibile sporgere denuncia presso le forze dell’ordine.

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Questo vale anche nei casi in cui a spargere le sostanze velenose siano ignoti, come quasi sempre avviene.
Non ci lasciamo dunque abbattere dalla disperazione del momento e stiamo sempre all’erta quando portiamo a spasso i nostri compagni di vita.

I cani uccisi negli ultimi mesi al parco della Pellerina, a Piazza d’Armi, alla Colletta, in corso Taranto o a Italia ’61 ci chiedono vendetta!

Marco Parella



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