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Pasque di sangue, il truce massacro dei Valdesi

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massacro Valdesi pasque di sangue
massacro Valdesi pasque di sangue

Le chiamano Pasque di Sangue, ma cosa sono?

Perchè a questome nome così violento, le Pasque di Sangue, vengono associati i Valdesi?

Ducato di Savoia, metà del 1600. Correvano anni di intrighi e divisioni familiari, di cospirazioni e alleanze infedeli, di lotte per il potere e di ingerenze straniere, prime fra tutte quelle del cardinale Richelieu che voleva mettere gli artigli sul ducato per annetterlo alla Francia. In questo caotico e armato quadro politico, Maria Cristina, la Madama Reale, cercò importanti appoggi. Le occorreva avere al suo fianco la chiesa cattolica. I gesuiti affollarono le sale del castello del Valentino. Il sostegno di Santa Romana Chiesa aveva però un prezzo.

Non potevano più essere tollerati culti diversi da quelli cattolici.

In Piemonte c’erano i valdesi. Erano e sono una corrente cristiana che si scisse dal gregge ufficiale dopo una scomunica papale. Perseguitati, trovarono nei secoli XIII –XIV rifugio nel saluzzese e in Val di Susa.

Nel 1650 fu emanato un editto. Le autorità intimarono alle comunità di lasciare le valli in cui erano confinate, obbligandoli all’esilio. Missioni di frati cappuccini s’insidiarono nei paesi, con l’intento di convertire i miscredenti. I cattolici costruirono conventi a due passi dalle case degli infedeli, come sfida, come provocazione. Fu l’inizio della crisi. La diplomazia tentò di arginare e spegnere l’incendio che mese dopo mese si faceva più pericoloso.

Il casus belli non tardò ad arrivare. Nel cuore del territorio eretico, a Torre Pellice, un prete fu ritrovato ammazzato. I Valdesi furono accusati ingiustamente dell’omicidio.

La notte del 16 aprile il marchese di Pianezza cavalcò al galoppo nelle tenebre per raggiungere il suo esercito accampato all’imboccatura delle valli. Lo attendevano le alabarde, le spade e gli archibugi di 15.000 uomini tra truppe sabaude, reggimenti francesi e compagnie di irlandesi e bavaresi.

Alle truppe regolari si unirono volontari integralisti e tagliagole comuni.

La città di Torre Pellice, cuore della comunità eretica, cadde dopo brevi ma violenti combattimenti.

Il giorno 24 aprile si diede il via all’operazione di sterminio. Alle quattro del mattino dal castello di Torre Pellice partì il segnale. La Valle diventò il terreno di caccia al valdese. Fu la primavera di sangue o “Pasque Piemontesi”. L’alba della vigilia di Pasqua si tinse di rosso. Rullo di tamburi al grido di:

A ferro e sangue!”

Pasque di sangue, il truce massacro dei Valdesi
Pasque di sangue, il truce massacro dei Valdesi

 

La gente fu svegliata da bande di belve senza più museruola, lasciate libere all’orgia macellaia.

Gli stupri furono collettivi. Centinaia di gole furono squarciate. I bambini più piccoli furono strappati dalle braccia delle madri, presi per i piedi e sfracellati contro le rocce, come pupazzi.

Apparvero sui sentieri aste con donne impalate e lasciate in putrefazione come sadico spettacolo. Gli uomini furono spellati vivi e abbandonati a bordo strada, agonizzanti.

I rastrellamenti permisero agli aguzzini di catturare molti inermi. Nelle prigioni a suon di botte e torture furono convertiti al cattolicesimo. I bambini orfani furono dati in affidamento a famiglie di fede accertata. La pulizia etnica nel XVII secolo non ebbe nulla da invidiare a quella balcanica di pochi anni fa. 2.000 morti in poche ore. L’orrore.

Federico Mosso

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