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Polveri sottili: Torino tira un sospiro di sollievo

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Torino diminuzione polverini sottili
Torino diminuzione polverini sottili

Una buona notizia per l’aria che si respira a Torino: sono diminuite le polveri sottili. No, non è stata la neve che, secondo credenza popolare “pulisce l’aria” (nulla di più falso: sotto la neve, essendo ambiente umido, i batteri proliferano), ma si tratta di un processo lungo anni, illustrato dall’Arpa in Comune alcuni giorni fa.

Dei dodici inquinanti per i quali è previsto dalla normativa un valore di riferimento – biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene, piombo, arsenico, cadmio, nichel, benzo(a)pirene, biossido di azoto, ozono, PM10, PM2.5 – otto rispettano ampiamente i limiti indicati. Una tendenza al superamento dei limiti è riscontrabile per il biossido di azoto, ma la soglia oraria è superata solo saltuariamente.

Più critica, ma in miglioramento, la situazione di ozono, Pm10 e Pm2,5 (le famose polveri sottili), che pur ancora oltre i limiti, fanno segnalare una significativa diminuzione. La media delle stazioni di misurazione torinesi è infatti diminuita di circa il 35% dal 1991 al 2012 (da 84 a 55) e di circa il 22% dal 2002 al 2012 (da 71 a 55).

Il valore medio del biossido di azoto aumenta negli inverni con condizioni meteorologiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti: è accaduto nel 2006, nel 2009 e in misura minore nel 2011. L’annus horribilis fu il 2009: in soli sette giorni, dall’11 al 17 gennaio, si verificò il 44% di tutti i superamenti di quell’anno del valore limite orario di biossido di azoto. Diminuiscono anche i temuti Pm10: nella stazione da traffico di Torino Consolata dal 2000 al 2012 il valore è sceso di circa il 30%.

I primi rilevamenti del 2013 confermano la tendenza alla diminuzione, anche se Enzo Lavolta, assessore all’Innovazione, Sviluppo, Sostenibilità ambientale, spiega che è prematuro valutare gli effetti della sperimentazione del blocco degli Euro3 nella Ztl – in vigore fino a domani: “Solo con i dati relativi ai flussi di traffico e dell’uso dei mezzi pubblici potremo esprimerci circa l’efficacia del provvedimento. Intanto mi fa piacere che a gennaio 2013 si sia respirato meglio dello stesso mese dell’anno scorso”. Arpa lavora sul territorio della Provincia con 23 stazioni fisse, con 90 strumenti di misurazione installati, e una stazione mobile.

Ogni anno, Arpa produce un milione di dati e circa 7500 campioni di particolato da analizzare in laboratorio. A Torino le stazioni sono cinque con 24 strumenti, che producono circa 300mila dati ogni anno. 

Andrea Besenzoni

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