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Con la crisi aumentano i banchi nei mercati

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Torino aumento numero mercati
Torino aumento numero mercati

La crisi economica che ha condannato a morte migliaia di attività commerciali in Piemonte ha, paradossalmente, accresciuto il numero dei banchi nei mercati.

Non stiamo dicendo che nei mercati si fatturino miliardi; la crisi, la pressione fiscale, uniti alla preoccupazione per le liberalizzazioni previste dalla direttiva europea Bolkestein non hanno certo regalato sonni tranquilli agli operatori mercatali.

Negli ultimi cinque anni però il numero di banchi è cresciuto dell’8,6%.

Nel 2007, ultimo anno prima della grande crisi economica che stiamo ancora sopportando, i banchi nei mercati erano 12.309 (fonte Confesercenti), oggi sono 13.373.

E il motivo è presto spiegato.

Proprio a causa della pessima congiuntura economica i piemontesi sono stati costretti a rivedere le proprie abitudini. Molti sono così tornati a fare i propri acquisti al mercato vicino a casa, disdegnando i piccoli negozi di alimentari (già messi in ombra dal proliferare della grande distribuzione) e spesso abbandonando i grandi supermercati.

Merce ad un prezzo inferiore, la comodità e la possibilità di instaurare un rapporto di fiducia con il commerciante hanno giocato un ruolo fondamentale, soprattutto per la fascia più anziana della popolazione, spesso restìa ad affidarsi alla grande distribuzione.

Non va poi dimenticato che i mercati rionali svolgono una funzione sociale che altri tipi di esercizi non possono offrire. Al mercato ci si trova, ci si incontra, si scambiano chiacchiere e punti di vista e tra le bancarelle si può tastare il polso di un intero quartiere.

A Torino, una delle città italiane che vantano il maggior numero di mercati rionali nonché il mercato all’aperto più grande d’Europa, è facile accorgersene. E i torinesi difficilmente rinuncerebbero ad essi.

Alessandro Porro

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