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Bruna Biamino:fotografie dal campo

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Bruna Biamino. Fotografie dal Campo- Torino
Bruna Biamino. Fotografie dal Campo - Torino

Torniamo per un attimo a riscrivere della Memoria legata all’Olocausto.

Dopo quello scritto la scorsa settimana, (http://www.mole24.it/2013/02/04/non-solo-il-giorno-della-memoria/ )appare ovvio e anche doveroso informare su una piccola mostra fotografica che fino al 17 febbraio prossimo è allestita a Palazzo Madama a Torino.

Una piccola esposizione fotografica, circa 20 scatti, ospitata nella corte medievale del palazzo e a cui si accede in modo totalmente libero e gratuito.

Essenziale e intima, è piacevole passeggiare e lanciare uno sguardo a questi scatti.

E colpiscono per diversi aspetti: non rappresentano uomini e donne deportati ma solo i luoghi- che a parer mio hanno molto più impatto emozionale- e poi sono a colori.

La classica immagine che conosciamo dell’Olocausto – come tutte le immagini storiche- sono, nella maggior parte dei casi in bianco e nero a testimonianza che si tratta di un evento lontano, ormai passato. O almeno noi spesso facciamo questa associazione di idee.

Bruna Biamino, la fotografa torinese,autrice di queste immagini, rende invece questi luoghi attuali.

Sembra quasi non siano passati circa 70 anni da quegli avvenimenti.

Giovane, la fotografa  Biamino è nata a Torino dove vive e lavora pur essendosi formata professionalmente a New York dove ha studiato con Nathan Lyons.

 

Bruna Biamino. Fotografie dal Campo - Torino
Bruna Biamino. Fotografie dal Campo – Torino

Il ricordo, la memoria, la Giornata della Memoria hanno il grande privilegio di mantenere attuale un evento che non deve essere dimenticato.

Queste foto lo fanno: la luce che emanano, la capacità della fotografa di attualizzare luoghi ed eventi che associamo a momenti lontani ci avvicinano, ci emozionano e ci obbligano a ricordare momenti che sono realmente accaduti.

Non sono un’esperta di fotografia, ma questa è la sensazione che mi hanno trasmesso queste immagini, diverse ma di forte impatto.

Non so se l’obiettivo dell’autrice fosse questo ma di certo a me ha lasciato un grande spunto di riflessione.

L’unica persona ritratta è Primo Levi: in un piccolo monitor, vengono mandate a ripetizione alcuni momenti di una sua intervista, in cui il chimico – scrittore torinese spiega come i suoi libri l’abbiano aiutato ad esorcizzare, almeno in parte, il trauma della deportazione.

Una frase in particolare credo sia necessario citare, ovvero la risposta di Primo Levi alla domanda sull’importanza di scrivere della sua esperienza:” Serve per dimostrare a se stessi che non si è morti, che non si è sconfitti in quel momento”. E se l’ha detto lui, possiamo farlo anche noi che diciamo di non avere speranze e incertezza nel futuro. Ogni tanto testimonianze come queste ci riportano alla realtà.

Per questo vi invito a spendere 10 minuti di una delle vostre giornate per una rapida occhiata a questa piccola mostra: è gratuita – cosa che in questo periodo non guasta- e soprattutto di facile accesso. Non mette in imbarazzo nessuno ma è proprio li, all’ingresso del palazzo, che aspetta solo di essere vista.

La mostra, che ha anche un’altra sede espositiva ovvero Palazzo Lascaris – oltre a Palazzo Madama si intitola: Fotografie del Campo. Auschwitz- Birkenau 2012. Mostra fotografica di Bruna Biamino.

In entrambe le sedi l’ingresso è libero.

Per informazioni su orari e giorni di apertura :  http://www.palazzomadamatorino.it/

Giulia Copersito

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