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Juve: dopo le conferme con la Fiorentina, l’esame Celtic

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Juventus Fiorentina 2-0 Matri
Juventus Fiorentina 2-0 Matri

Benvenuti all’inferno. Così il sito della Juventus preannunciava l’arrivo dei giocatori della Fiorentina allo Juventus Stadium.

Un inferno sportivo alimentato da tradizione, rivalità e soprattutto importanza della partita in relazione ai differenti obiettivi, cioè la corsa scudetto contro il Napoli per i bianconeri e la rincorsa al terzo posto o quantomeno ad un posto in Europa League per i viola.

Bene, metaforicamente parlando una volta sbrigata – mettendo in mostra un buon gioco e senza troppi patemi – la pratica Fiorentina, ecco che i ragazzi di Conte sono attesi domani all’ora di cena all’inferno del Celtic Park, partita di andata degli ottavi di Champions League, tappa da non fallire per poi centrare il passaggio del turno ai quarti di finale nel ritorno in programma a Torino.

Prima di analizzare la partita di domani, è giusto fare un breve resoconto di quanto successo sabato sera. La Juve, pur ancora senza mezza difesa titolare, al posto di Chiellini e di Bonucci hanno giocato Marrone e Peluso, e non è certamente la stessa cosa, ha messo sul rettangolo verde una buona personalità, oltre ad una ritrovata fluidità di gioco, e di fatto è riuscita a sbrigare la pratica e ad ipotecare i tre punti già all’intervallo.

 

Juventus Fiorentina 2- 0

 

Dopo una breve fase di studio, Pirlo ha preso in mano le redini del gioco a centrocampo. Da segnalare la scelta tattica non propriamente felice di Montella, che per non passare da catenacciaro ha deciso di non marcare a uomo il faro del gioco bianconero. Una mossa che è stata subito punita, visto che al ’10 proprio Pirlo ha illuminato il gioco disegnando un lancio che ha permesso a Vucinic di dare mostra di tutto il suo talento fulminando Viviano con un tiro da fuori area che è valso l’1-0 per i padroni di casa.

 

La Fiorentina ha provato a reagire, ma complice anche la giornata non certamente di grazia di Pizarro e soprattutto di Borja Valero, non è mai riuscita seriamente ad impensierire la retroguardia della Juve e né Toni né Jovetic hanno avuto sui piedi le palle da gol per fare male a Buffon.

Come già successo domenica scorsa contro il Chievo, la Juve non si è cullata sugli allori di gloria dopo aver firmato il vantaggio ha deciso di pigiare il piede sull’acceleratore per siglare il 2-0. E così dopo una conclusione di Marchisio e qualche bella penetrazione in area di De Ceglie è stato Matri (dopo aver perso una scarpa…) a battere Viviano segnando il 2-0 che ha indirizzato definitivamente la partita.

Tre punti portati a casa che hanno acquisito ancora maggiore valore dopo il pareggio per 1-1 dell’Olimpico tra Lazio e Napoli, risultato grazie al quale i bianconeri hanno ora cinque punti di vantaggio nei confronti della squadra di Mazzarri. Archiviata per il momento la pratica campionato, per Marchisio e compagni è giunto il momento di pensare alla Champions e di farsi trovare preparati di fronte all’inferno che li attenderà domani sera a Celtic Park, storicamente uno degli stadi più “caldi” di tutta Europa.

Celtic Juventus 12 febbraio 2012
Celtic Juventus 12 febbraio 2012

 

 

E ci fermiamo qui, perché analizzando il valore tecnico delle due squadre non si vede come gli scozzesi possano mettere in difficoltà gli uomini di Conte, soprattutto nell’arco del cent’ottanta minuti. La sensazione che ha trasmesso il match contro la Fiorentina, comunque, è di una Juve che – come nei piani di Conte – ha ritrovato un accettabile stato di forma proprio nel momento clou della stagione. Adesso, come giusto, la palla passa al campo, a quei cent’ottanta minuti di gioco che dovranno dirci se la Juve si è meritata l’accesso ai quarti di finale, alle magnifiche otto regine d’Europa, a quel traguardo che i vertici bianconeri si erano prefissati ad inizio stagione.

Poi, dopo…, soprattutto se il sorteggio sarà favorevole…, ogni sogno sarà lecito, ma prima bisogna superare, possibilmente con autorità, lo scoglio scozzese, a cominciare da una prova di maturità nell’inferno di Celtic Park

 

Andrea Magri

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