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Caselle: l’aeroporto è in calo

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Caselle combatte la crisi con i Low Cost
Caselle combatte la crisi con i Low Cost
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Tempi cupi per l’aeroporto di Caselle. Lo scalo torinese, nel 2012, ha subito un calo dei passeggeri in transito pari al 5% rispetto all’anno precedente. Colpa della crisi, certo, ma anche di alcune politiche gestionali che lo hanno fatto retrocedere al quattordicesimo posto nella classifica degli scali nazionali.

Un pessimo biglietto da visita per la terza città del Paese, continuamente impegnata nello sforzo titanico di smettere i panni da borgo provincialotto.

Dati impietosi quelli dell’esercizio 2012. I passeggeri transitati dal Sandro Pertini sono stati 3.521.847, quasi 190mila in meno rispetto al 2011. Il primo mese del 2013 risente ancora degli effetti del 2012 e fa registrare un calo del 14,7%, dato però in linea con le tendenze degli altri scali italiani.

La top five delle destinazioni più gettonate vede in testa Roma seguita da Napoli, Catania, Londra e Francoforte. Cresce invece (+ 3,4%) il traffico verso Monaco, Francoforte, Parigi, Madrid, Lisbona e Istanbul. Alitalia si conferma vettore principale seguito però a ruota da Ryanair, in costante crescita.

Sarà per questo che il nuovo amministratore delegato di Sagat (società che gestisce lo scalo) Daniel Winteler ha deciso di invertire la tendenza promettendo nuove tratte.

Tanto per usare un gergo aeronautico è proprio il caso di tirare la cloche e alzare il muso di un aereo sempre più in picchiata dopo un periodo d’oro che aveva visto sfiorare l’agognato traguardo dei 4 milioni di passeggeri.

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I nuovi proprietari della quota di maggioranza, il fondo F2i che fa capo a Vito Gamberale, sono chiamati a rilanciare l’immagine di un aeroporto di tutto rispetto forse troppo penalizzato dall’ennesimo conflitto di interessi all’italiana che vedeva il gruppo Benetton detenere la quota di maggioranza in Sagat e una quota (nonché una particolare influenza) in Alitalia.

Chissà che adesso, venuti meno gli interessi di bottega e una certa sudditanza alla compagnia di bandiera, non si riesca ad arrivare al famoso accordo con Ryanair per realizzare a Torino una base low cost della compagnia irlandese, una mossa che farebbe sicuramente crescere in breve tempo il numero di passeggeri.

Un primo tentativo di bilancio potrebbe passare dalla riattivazione dei voli verso Mosca e Berlino e dalla definizione delle tratte Vienna e Zurigo, queste ultime considerate di particolare interesse.

Alessandro Porro



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