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Juve: crisi di metà stagione?

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Juventus dopo calcio mercato
Juventus dopo calcio mercato

La matematica, si sa, non è un’opinione e i numeri non mentono mai.

 

 

 

 

Chi leggesse distrattamente la classifica, vedendo i bianconeri di Antonio Conte al primo posto davanti al Napoli, probabilmente non se ne accorgerebbe, ma sono proprio i numeri a dirci che nell’ultimo mese la Juve ha rallentato vistosamente rispetto al suo abituale cammino di marcia.

Dopo la sosta per le vacanze natalizie, Coppa Italia compresa, in sei partite i bianconeri hanno vinto solamente una volta (in casa contro l’Udinese), hanno perso due partite contro la Sampdoria allo Juventus Stadium e contro la Lazio in Coppa Italia all’Olimpico, e hanno pareggiato per ben tre volte: in casa contro Genoa e Lazio (Coppa Italia) e al Tardini contro il Parma.

Un ruolino di marcia da zona salvezza e poco più: non è il caso di gridare a facili allarmismi e farsi prendere da cattivi pensieri, perché i primi tre mesi della stagione sono stati positivi e a tratti (contro il Chelsea) addirittura trionfali, ma è l’ora di analizzare i motivi di questo rallentamento e ripartire prontamente ad iniziare dalla partita di domenica contro il Chievo. Innanzitutto rispetto alla passata stagione è cambiato almeno in parte il richiamo di preparazione fisica effettuato durante il periodo invernale.

Lo scorso anno la Juve era fuori da tutte le coppe internazionali e quindi i preparatori atletici potevano impostare il lavoro e finalizzarlo ad un’unica partita settimanale.

Quest’anno è dall’inizio di settembre che la Juve gioca ogni tre giorni e, complice la Champions, si spera che sia così fino a maggio inoltrato. Comprensibile dunque che a dicembre e gennaio sia stato necessario effettuare un programma di “carico di lavoro” per mettere benzina in corpo per arrivare alla fine della stagione. Carico di lavoro che però, nell’immediato, ha appesantito le gambe di Vucinic e compagni che infatti nelle ultime partite sono sembrati meno lucidi, anche sotto porta, quando non addirittura legnosi, come in casa contro il Genoa.

 

Pogba juventus
Pogba juventus

 

Questo problema dovrebbe essere risolto, a dar retta agli esperti, già a partire dalla partita con il Chievo perché il carico di lavoro dovrebbe essere stato smaltito.

Ma c’è di più alla base degli ultimi risultati non pienamente soddisfacenti. Stiamo ovviamente parlando degli infortuni, e basta guardare la formazione che è scesa in campo contro la Lazio a metà settimana per rendersene conto. E’ chiaro che se in campo ci sono Chiellini, Pirlo, Marchisio, Pogba e via dicendo il valore tecnico è alto, se nel rettangolo verde sono schierati Padoin, Peluso, Giaccherini e via discorrendo la qualità si abbassa e i risultati ne sono la più immediata conseguenza. Forse, vista la miriade di infortuni che hanno colpito di bianconeri, sarebbe stato necessario intervenire più corposamente sul mercato.

E qui ecco che scatta un altro appunto che la tifoseria muove a Marotta e Paratici: l’immobilismo.

Mentre infatti il Milan prendeva Balotelli e soprattutto il Napoli – la concorrente più diretta per lo scudetto – si rinforzava con Armero, Rolando e Calaiò, alla Juve sono arrivati solamente Peluso ed Anelkà.

Cioè per dirla come la pensa la maggioranza dei tifosi, una riserva e un quasi pensionato. Sarà il campo ovviamente a smentirci e smentire questi giudizi, ma questo almeno è il pensiero della tifoseria. Ora, visto che il mercato è chiuso e fino a giugno di rinforzi non se ne parlerà più, bisogna svuotare l’infermeria e tornare a fare punti.

A partire dalla trasferta contro il Chievo che probabilmente ci dirà se quello che affligge Madama è solo un acciacco di metà stagione o qualcosa di più serio.

di Andrea Magri

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