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Juve tra rabbia e mercato

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Antonio Conte squalifica 2 turni dopo Juve Genoa
Antonio Conte squalifica 2 turni dopo Juve Genoa

La Juve esce con un misero punticino e con mille polemiche dalla partita casalinga della ventiduesima giornata contro il Genoa. Uno striminzito 1-1 che permette al Napoli, l’unica e vera avversaria per il tricolore, classifica e rosa alla mano, di portarsi nuovamente a soli tre punti di distacco dai ragazzi di Conte.

Una partita giocata male dai bianconeri, senza avere mostrato il sacro fuoco agonistico della vittoria, perché forse inconsapevolmente pensavano che la sfida con il grifone terz’ultimo in classifica fosse di quelle partite in cui fosse sufficiente allacciarsi le stringhe agli scarpini per portare a casa i tre punti.

 

Davide Ballardini allenatore Genoa
Davide Ballardini allenatore Genoa

 

Niente di più sbagliato, specialmente perché soprattutto dopo il cambio di guida tecnica i ragazzi di Ballardini sono venuti a giocare a Torino non con lo spirito di vittime sacrificali ma con la necessità di portare a casa almeno un punto per dare area ad una classifica che li vede lottare disperatamente per non retrocedere.

La necessità di fare punti del Genoa, e quindi la sua pericolosità, avrebbe dovuto essere ben chiara ai ragazzi di Conte che invece, soprattutto dopo la rete del vantaggio firmata da Quagliarella (a proposito, siamo sicuri che Anelka sia veramente più utile?) sembravano guardare il cronometro e aspettare la fine della partita piuttosto che cercare la rete del 2-0 che avrebbe messo in cassaforte il risultato.

 

Marco Borriello juve genoa 1- 1

La classica rete dell’ex firmata dall’ex di turno Borriello portava invece la partita sul risultato di parità e gli ultimi minuti si sono trasformati nel classico assalto a Forte Apache da parte di Vucinic e compagni. E qui entrano in gioco le polemiche, o meglio gli errori arbitrali che, Catania a parte, non è la prima volta che in stagione penalizzano i bianconeri. Sono almeno tre – a uno – i rigori non concessi alla Juve da parte della terna (o meglio, cinquina…) arbitrale. Il primo, al 20’ della ripresa, per una netta trattenuta ai danni di Vucinic che avrebbe colpito di testa, indisturbato, e gettato la palla alle spalle di un Frey oramai battuto.

 

Pogba Juve Genoa
Pogba Juve Genoa

Il secondo penalty avrebbe dovuto essere fischiato, al 30’, per un vero e proprio placcaggio ai danni del francese Pogba. Il terzo, ed era il più evidente, capitava a tempo scaduto quando Andreas Granqvist colpiva platealmente la palla con il braccio. Il problema è che l’arbitro – come ha riferito ai dirigenti bianconeri – “Non se l’è sentita” di fischiare un rigore a favore della Juve a tempo ormai scaduto. E allora apriti cielo. Conte e Chiellini (infortunato) inseguivano l’arbitro a fine partita e nel dopo gara negli studi delle televisioni a pagamento tutti a moralizzare nei confronti di uno stile-Juve che non ci sarebbe più.

Come se a lagnarsi fossero solo i bianconeri…

 

 

 

Nessuno si è fermato per un attimo a pensare a cosa sarebbe successo a parti invertite, e cioè se quel sacrosanto rigore non fosse stato dato al Genoa e non alla Juve.

Apriti cielo, polemiche, moviole, magari anche interrogazioni parlamentari, visto che siamo in Italia e il pallone diventa materia di interesse nazionale, soprattutto quando siamo sotto elezioni e bisogna racimolare qualche voto. La verità è che la Juve ha subito un torto, anche grave, ma bisogna analizzare bene la gara, al di là del mancato fischio, e capire che la partita contro il Genoa ha messo ancora una volta in risalto il vero problema della Juve.

Che è quello del gol, di una punta, o come si usa dire di un top-player che concretizzi la mole di gioco prodotta e metta al sicuro il risultato in gare che andrebbero chiuse ben prima del 90’. Ben arrivato Anelkà, dunque, ma siamo sicuri che il francese, reduce da un anno in Cina, e con trentaquattro candeline già spente, sia la panacea di tutti i mali? In attesa di salutare a giugno l’arrivo di LIorente –per fortuna in suo infortunio è meno grave del previsto – Marotta e Paratici farebbero bene a svuotare il salvadanaio per arrivare a quella punta (Lisandro Lopez?) in grado di risolvere una volta per tutte la stitichezza offensiva che tormenta Madama.

a cura di Andrea Magri

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