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Trovata l’anti-Juve: è la Sampdoria

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“Presuntuosi”, titolava   a tutta pagina, in modo forse un po’ roboante, Tuttosport di ieri mattina in edicola. Il quotidiano torinese, che va detto spesso tende a eccedere nei toni, ha però il merito di tastare da vicino il polso degli appassionati di calcio torinesi, juventini in particolare.

Perché la sensazione che la Juventus abbia buttato via la terza partita in questa stagione, e lo abbia fatto, un po’ come nelle due precedenti, regalando di fatto un tempo agli avversari, c’è ed è forte.

Il punto che assilla il popolo bianconero e Conte in primis è che la sconfitta di ieri contro la Sampdoria è e resta del tutto inspiegabile. Per la differenza di classifica, per il fatto che la Juve giocasse in casa, ma anche e soprattutto perché la Juve era meritatamente in vantaggio, in superiorità numerica e continuava a macinare gioco. Poi, all’improvviso, interruttore spento.

La Samp, dal canto suo, ha avuto il merito di non mollare nonostante tutto sembrasse essermi messo contro i blucerchiati, e di regalare a Delio Rossi un ritorno in serie A che forse nemmeno si poteva sognare, alla vigilia.

Preoccupante è anche, per la Juventus, il fatto che la squadra aveva ricominciato a lavorare prima di tutti gli altri dopo Natale, segno che evidentemente nulla è stato preso sotto gamba. Ma tant’è: è arrivata una scoppola, come si diceva la terza, dopo un anno di imbattibilità totale. Anche su questo Conte dovrà riflettere, lavorare molto, e in fretta: non c’è nemmeno più l’alibi della sua assenza in panchina (Il famoso: “Con Conte queste partite non si sarebbero perse”).

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Claudio Marchisio infortunio
Claudio Marchisio infortunio

Ieri nell’oliatissimo meccanismo della Juventus nulla ha funzionato, e ridurlo al fatto che gli undici in campo fossero solo “presuntuosi” forse è un po’ limitante: da un lato la sconfitta è arrivata anche per due errori di Buffon, che solitamente alla Juve i punti li porta, salvando il risultato, e (topica clamorosa contro il Lecce lo scorso anno a parte) non li toglie.

Dall’altro perché forse bisogna avere il coraggio di considerare che qualche errore stavolta è arrivato proprio dalla panchina: col senno di poi è da capire quanto avesse senso rendere ancora più muscolare una squadra che di certo non è composta da ballerini, inserendo il neo acquisto Peluso e Padoin, e per esempio rinunciando alla quantità e alla qualità di Vidal, alle incursioni di Caceres (meglio lui di Peluso?) e alle magie di Vucinic, che non a caso nel secondo tempo ha colpito una clamorosa traversa.

A tutto questo si aggiunge l’infortunio a Marchisio: poteva essere un serissimo problema per la Juve (da come si era accasciato si temeva un ko al ginocchio di quelli che fanno male davvero), si rivelerà un semplice grattacapo, di quelli che si risolvono in un paio di settimane. Comunque un paio di settimane senza il Principino rischiano di farsi sentire.

Detto ciò, guai a deprimersi: l’analisi della partita non può e non deve inficiare un lavoro finora da record. È necessario ripartire in fretta perché fra due giorni c’è il Milan in Coppa Italia e, soprattutto, là dietro la Lazio cammina forte. E con un Lampard in più chissà dove potrebbe arrivare.

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Marco Gallo



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