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Fassino: “un 2012 positivo, nonostante tutto”

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Il 2012 che si è appena chiuso è stato un anno difficile, ma i motivi per cui essere ottimisti non mancano. Questo almeno secondo il sindaco di Torino Piero Fassino, che ha incontrato la stampa per la conferenza di fine anno, proprio prima degli ultimi botti.

“Nel 2012 – ha detto il sindaco – è stata avviata una politica di risanamento che ha consentito di acquisire una condizione di maggiore stabilità finanziaria, rientrare nel Patto di stabilità, non ridurre l’offerta di servizi e non diminuire le ambizioni della città. Tre obiettivi – ha sottolineato Fassino – che non sono stati solo perseguiti, ma nei fatti conseguiti”. A chi teme per le sorti del bilancio comunale,

Fassino ha assicurato come al Bilancio siano state date “Solidità, trasparenza e sicurezza, riducendo fortemente le entrate straordinarie e una tantum, diminuendo l’ammontare dei crediti inesigibili, determinando una riduzione della spesa corrente per 45 milioni di euro attraverso il contenimento dei costi del personale (portandone l’incidenza al 35%, mentre nelle altre grandi città italiane è tra il 40 e il 50%) e di quelli per appalti, forniture e organizzazione della macchina comunale”.

Fassino: "un 2012 positivo, nonostante tutto"

Altro tema caldo: quello del Patto di Stabilità: Fassino ha confermato come sia stato perseguito e raggiunto l’obiettivo di ridurre l’indebitamento di Torino:

“Un’operazione iniziata lo scorso anno e proseguita nel 2012 con una riduzione che sfiora i 100 milioni di euro. Con le dismissioni patrimoniali e immobiliari portate a compimento in queste settimane – ha detto Fassino – sono state acquisite altre significative risorse che, oltre a creare le condizioni per rientrare nel Patto di stabilità, consentono di abbassare l’esposizione finanziaria della città”.

Quanto al debito, tasto dolente del bilancio torinese, Fassino ha ricordato come il debito sia stato ridotto, ma senza diminuzioni di servizi per i cittadini: “l’offerta di servizi di cui oggi godono tutti i torinesi è rimasta inalterata.

Nessun bambino è stato privato del posto all’asilo nido o alla scuola materna, così come hanno continuato a godere del sostegno e dei servizi di assistenza gli anziani, le famiglie in condizione di fragilità, i disabili e gli sfrattati. Non abbiamo depresso la politica degli investimenti – ha aggiunto il sindaco – ma mobilitando maggiormente capitali privati, è proseguito il sostegno alla trasformazione urbana della città”.

Analogo discorso vale per la cultura. “Non è stato compresso ma, grazie all’allargamento del perimetro delle risorse disponibili, è stato mantenuto l’investimento nelle attività culturali che sono oggi diventate per Torino una delle cifre d’identità fondamentali”.

(fonte dichiarazioni: Comune di Torino)

Andrea Besenzoni

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