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Torino e i concerti: è vero amore. E arriva Alicia Keys

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Sono ormai lontanissimi i tempi nei quali Torino era ai margini del grande circuito musicale italiano. La Mole è sempre più ambita dalle star italiane e non solo, e il gemellaggio dei grandi eventi con Milano sembra ormai diventato realtà: gli ultimi eventi annunciati sotto la Mole, in ordine di tempo, sono Mark Knopfler, leggendario frontman dei Dire Straits, il 2 maggio, i Muse il 28 e 29 giugno e Jovanotti a luglio (il 16).

A loro si è appena aggiunte anche una star made in Mtv, Lana Del Rey, che si esibirà al Palaisozaki il 3 maggio, e nientemeno che Alicia Keys, sullo stesso palco il 19 giugno.

 

Lana del Rey
Lana del Rey

E chissà che altri colpi non vengano ancora messi a segno. Il merito è certamente dei promoter che stanno investendo su Torino, ma anche del fatto che finalmente la nostra città sia diventata una meta appetibile per i musicisti e i loro fans: l’esempio più eclatante fu la settimana di prove degli U2 all’Olimpico, che complice un precedente infortunio di Bono Vox fu designato come sede di partenza del “360’ Tour 2010”. Un periodo durante il quale gli albergatori si fregarono letteralmente le mani, e che confermò come la strategia vincente fosse quella di utilizzare i grandi eventi per portare i turisti sotto la Mole.

Da quel giorno in poi i nomi di grido a Torino sono stati tanti: Coldplay, Rihanna, Shakira, Lady Gaga e Muse solo per citarne alcuni, ma forse è anche necessario capire come tutto iniziò.

L’esplosione musicale torinese prende il via dalla gestione post olimpica degli impianti di Torino 2006: nel 2009 l’appalto fu dato in concessione alla coppia Giulio Muttoni – Roberto De Luca, i patron di Set Up e Live Nation Italia, quest’ultimo un vero e proprio colosso dell’industria dei grandi eventi nel mondo.

Un appalto che si concluse non senza polemiche, se si pensa che lo scorso anno la Guardia di Finanza perquisì gli uffici di Torino Olympic Park, l’ente che cura i siti ex olimpici e che li ha dati in gestione a Set Up e Live Nation. L’accusa, per la quale per ora non si ha ancora notizia di sentenza: irregolarità nell’appalto, assegnato a prezzi bassi (due milioni e 200 mila euro) per mancanza di concorrenza.

 

Palaisozaki Torino
Palaisozaki Torino

 

Un inizio quindi non idilliaco, contornato anche dalle polemiche post concerto degli U2 per le cifre elevatissime richieste per l’utilizzo del Comunale, ovviamente acuite l’anno dopo per le questioni giudiziarie: «Inutile lavorare dove ci trattano da criminali», tuonò al tempo De Luca, minacciando l’addio e raccogliendo in verità un buon numero di attestati di stima per il lavoro che Live Nation stava portando a Torino.

De Luca Live Nation
De Luca Live Nation

La situazione sembra oggi tendere al miglioramento: Live Nation ha continuato a lavorare su Torino (oltre ai concerti si pensi alla mostra “The Human Body”, sempre all’Isozaki fino al 13 gennaio prossimo), e lo confermano le parole ancora di De Luca, dopo il concerto dei Coldplay la scorsa primavera: «La conferma che, nonostante i tempi non facili, sul fronte dell’ intrattenimento, questa è una città che sa dare grandi risposte. Quando abbiamo cominciato a organizzare concerti con Set Up live di Giulio Muttoni, qui a Torino, sei anni fa, il Piemonte, era al quarto posto per attrattività musicale. Ora a è al secondo.Il lavoro che abbiamo fatto, in questo periodo, per offrire musica e spettacolo, nelle migliori condizioni (belle strutture, un servizio di qualità, anche per quanto riguarda assistenza e ristorazione) sta producendo i suoi frutti». Una dichiarazione non di poco conto, se si considera che solo un anno prima i siti olimpici venivano definiti «Non certo una gallina dalle uova d’oro».

E se si aggiunge che proprio in quest’ultima occasione il patron di Live Nation lodò i buoni rapporti con il Comune e ipotizzò, seppure vagamente, anche la gestione dell’Olimpico.

Intanto, e per Torino è un’altra buona notizia, si affaccia un’altra casa produttrice di prim’ordine: il doppio concerto dei Muse non è infatti organizzato dalla coppia Muttoni-De Luca, ma dal competitor Vivoconcerti: se come si pensa non sarà l’ultimo, i fans della grande musica sotto la mole possono cominciare davvero a scalpitare.

di ANDREA BESENZONI

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