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La Juventus è campione d’inverno con 2 gare d’anticipo

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Gli osservatori del campionato italiano di calcio cominciano a essere in allarme: c’è il rischio che a fine gennaio i giochi siano, se non già fatti, per buona parte decisi.

Tocchino pure ferro, i tifosi della Juventus, ma dalla giornata di ieri è arrivata una duplice conferma che fa sorridere solo chi tifa la Signora. Da un lato la compagine bianconera schianta in mezz’ora la malcapitata Atalanta (che come detto non era certo il Napoli, ma nemmeno la Solbiatese), togliendo il piede dall’acceleratore per l’ora seguente e dimostrando che, se il match non è finito con punteggio peggiore per gli orobici, è stato solo per magnanimità.

Dall’altra fa rumore la vittoria della Lazio contro l’Antijuve di giornata, l’Inter, che pure è stata in partita e ha addirittura provato a vincerla, la partita (a onore del vero la sconfitta è immeritata per gli Srama Boys, che hanno colpito due pali e recriminano – manco a dirlo – torti arbitrali). Dall’altra suona addirittura come un boato il ko interno del Napoli, non solo perché maturato contro una squadra di classifica molto inferiore, ma soprattutto perché i partenopei, sotto dopo pochi minuti, avevano rimesso il match nella giusta carreggiata, salvo pareggiarlo e poi addirittura perderlo nei momenti finali.

 

Curva Scirea Juve Atalanta
Curva Scirea Juve Atalanta

Due sconfitte differenti, quelle delle inseguitrici (se di inseguimento si può parlare) della Juventus, che però in entrambi i casi denotano una certa immaturità nella gestione di risultati importanti: l’Inter, si diceva, ha due o tre volte avuto le occasioni per fare suo il match, mentre il Napoli semplicemente contro il Bologna in casa non deve perdere mai, ma proprio mai.

Sul fronte Juve c’è di che leccarsi i baffi: a chi diceva che l’assenza di Conte tanti danni non li avesse poi creati si può rispondere che è vero, che i numeri parlano: non sarà però un caso se proprio al suo ritorno in campionato allo Stadium i bianconeri hanno tirato fuori una mezz’ora di gioco che forse, in questo momento, Barcellona a parte (ed è tutto da dimostrare) schianterebbe quasi chiunque: chiedere al Chelsea la conferma. Vucinic e Pirlo tornano al gol (e che gol), Marchisio griffa la partita. Il resto è semplice accademia (menzione per Giovinco, autore di un buon match anche se ancora troppo poco cattivo davanti alla porta).

È vero, questo dna famelico è frutto di una perfetta unione di intenti di ambiente, società, giocatori e mister, ed è vero che le lezioni vengono impartite in settimana e non la domenica. Ma chi ha dei dubbi su cosa Conte trasmetta ai suoi osservi la sua (non) esultanza al gol del 3-0: era troppo impegnato a impartire ordini. E ordini. E ordini. Il pubblico lo sa, lo ama e non è un caso il meraviglioso tributo della Curva Sud al ritorno in campo del numero uno nella scala di gradimento dei tifosi (nella domenica, va ricordato, del commosso ricordo ad Alessio e Riccardo, i due giovani giocatori juventini annegati a Vinovo sei anni fa)

Antonio Conte ritorno in panchina dopo denuncia Gervasoni calcios commesse
Antonio Conte ritorno in panchina

Tornando a Juve e campionato: si diceva, qualche mese fa: “Ora vediamo cosa fa la Juve con la Champions: a vincere giocando solo il campionato sono bravi tutti”. Infatti: i bianconeri volano a +7 sulla seconda (distacco forse mai raggiunto lo scorso anno), ma soprattutto a +4 su loro stessi 12 mesi fa, a conferma che la mancanza oggettiva di competitor validi non siano che una motivazione, ma non certo l’unica.

 

Tutto deciso? Guai a pensarlo anche solo di sfuggita: la Juventus, quisquilie e polemiche a parte, in questo momento vince perché gioca meglio ma anche perchè (e quando) entra in campo con il sangue agli occhi: esattamente quello che non ha fatto per tutto il match di Milano contro il Milan e per un’ora buona di quello interno contro l’Inter, non a caso partite perse malamente. Siamo sicuri che con Conte in panchina sarebbe andata allo stesso modo?

Marco Gallo

 

 

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