Home Cronaca di Torino Diritti umani: Torino capitale europea per un giorno

Diritti umani: Torino capitale europea per un giorno

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Torino è stata per un giorno capitale dei Diritti Umani.

Ieri si è tenuta al centro Torino Incontra della Camera di Commercio la conferenza internazionale «Diritti umani e politiche estere», un vero e proprio raduno degli Stati Generali dei diritti Umani, promosso dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, presieduta da Pietro e dalla Commissione affari politici e democrazia dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Al termine della riunione, cui hanno preso parte oltre a Piero Fassino, Sindaco di Torino, e Pietro Marcenaro, presidente della Commissione diritti Umani del Senato, 120 parlamentari dei 47 Paesi del Consiglio d’Europa e alcuni degli esponenti più significativi dell’azione per i diritti umani nel campo delle istituzioni e della società civile, è stato approvato un documento di rilievo, denominato “Dichiarazione di Torino”, sui rapporti fra politica estera e diritti umani, che riportiamo in calce all’articolo.

Diritti umani Torino capitale

«Riconoscere e discutere la tensione strutturale tra principi e realpolitik – ha sottolineato Pietro Marcenaro al termine della conferenza stampa di presentazione dell’evento torinese, qualche giorno fa – Tra valori e interessi in politica estera è la condizione perché principi e valori non restino relegati nelle belle parole delle dichiarazioni ma conquistino invece uno spazio sempre maggiore nella prassi delle relazioni internazionali».

Torino non è nuova a ospitare dichiarazioni del genere: 51 anni fa fu firmata sotto la Mole Antonelliana la Carta Sociale Europea del Consiglio d’Europa: «Torino è una città che ogni giorno attraverso le sue istituzioni, i suoi atenei, le sue imprese, i suoi enti culturali, dialoga con il mondo ed è abituata a confrontarsi a livello internazionale anche su questioni complesse», il commento del sindaco Fassino.

 

DICHIARAZIONE DI TORINO

Conferenza “ Diritti umani e politica estera”

Torino, 13 dicembre 2012

I Rappresentanti delle Commissioni Affari esteri e Diritti umani dei Parlamenti degli Stati membri del Consiglio d’Europa e i membri della Commissione Affari politici e Democrazia dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, riuniti a Torino,

CONVINTI:

– della necessità di rafforzare il rapporto tra diritti umani e politica estera e di assicurare un più incisivo impegno per la pace nel mondo;

– che la politica estera, non possa mettere in secondo piano i diritti umani e rispondere ad una pura logica di realpolitik. La storia di questi anni dimostra non solo che si tratta di una scelta moralmente riprovevole ma di una politica rischiosa, incapace di prevenire l’esplosione di

crisi e di vere proprie emergenze umanitarie;

– che la democrazia non possa essere esportata e che diritti umani e stato di diritto possano soltanto scaturire dalla volontà dei popoli, come hanno ancora recentemente dimostrato i movimenti della “Primavera araba”;

– della necessità di riconoscere e di sostenere i difensori dei diritti umani e le organizzazioni e i movimenti della società civile che agiscono per questi obbiettivi e di ascoltarne il parere quando si tratta di compiere scelte che riguardano il loro paese; che il dialogo, la cooperazione,

gli scambi politici, economici e culturali costituiscano il veicolo fondamentale per affermare i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto ovunque nel mondo;

SOLLECITANO

le autorità degli Stati membri del Consiglio d’Europa a:

– adottare un’azione politica sistematica e coordinata per la difesa dei diritti umani, il rafforzamento della democrazia e dello stato di diritto e la promozione della pace;

– applicare sistematicamente le norme delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa nelle loro strategie nazionali di tutela dei diritti umani;

– promuovere la piena ratifica dei trattati fondamentali in materia di diritti umani e a garantirne successivamente l’effettiva applicazione;

– avvalersi in modo coerente e intelligente della possibilità offerta dalle “clausole di condizionalità” in tutti gli accordi bilaterali e prendere in considerazione le violazioni dei diritti umani nel contesto del loro dialogo politico ed economico con altri paesi;

– utilizzare come strumenti prioritari in ogni strategia di politica estera il dialogo politico, i negoziati, il monitoraggio sistematico del rispetto degli impegni assunti, associando all’efficacia dell’azione diplomatica quella di un dibattito pubblico e trasparente;

– consultare, sostenere e tutelare i difensori dei diritti umani e quanti combattono per la libertà e la democrazia;

– rispettare nel proprio paese i diritti umani che si chiede agli altri di riconoscere e di garantire, mostrando disponibilità a collaborare con i meccanismi di monitoraggio interni e internazionali;

– garantire la piena applicazione della Risoluzione 1901 (2012) e della Raccomandazione 2004 (2012) relativa ai diritti umani e alla politica estera, adottata dall’Assemblea parlamentare il 3 ottobre 2012.

INVITANO

l’Unione europea a:

– promuovere i comportamenti in materia e rendere coerenti le decisioni e i comportamenti in materia di politica estera degli Stati membri dell’Ue, con l’obiettivo di dare nuovo slancio alle iniziative politiche e diplomatiche a sostegno dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto;

– avvalersi appieno degli strumenti pertinenti e delle competenze delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa, e segnatamente, ove necessario, dell’applicazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

PROPONGONO

che l’Assemblea parlamentare del Consiglio di Europa organizzi su una base istituzionale regolari incontri periodici delle commissioni Affari esteri e Diritti umani dei Parlamenti degli Stati membri del Consiglio d’Europa e invita altresì il Parlamento Europeo a collaborare all’ organizzazione di tali incontri.

 

La Redazione di Mole 24

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