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Bilancio 2013: ancora lacrime e sangue

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Piove sul bagnato. O meglio, continuerà a piovere.

Per un bilancio comunale ridotto già ai minimi termini, è arrivata qualche giorno fa da Roma l’ennesima pessima notizia: spariscono nel grande imbuto della Spending Review introdotta dal quasi dimissionario governo Monti la bellezza di altri 20 milioni di euro, dovuti al taglio complessivo agli enti locali di un miliardo e mezzo. A seconda delle decisioni che verranno prese a Roma il taglio per la nostra città potrebbe aumentare, fino a 48 milioni.

Mica male, se si pensa che questa notizia arriva alla fine di un anno nel quale si è anche temuto che il Comune, la scorsa estate, non potesse pagare gli stipendi ai dipendenti.

E non basta: dal prossimo anno la Tarsu su chiamerà Tares, e toglierà dai portafogli dei torinesi ben 20 milioni di euro, con i quali le casse del Comune potranno parzialmente recuperare quanto tolto dalla Spending Review. Nota bene: anche questa non è decisione di Palazzo Civico, ma dettami contenuti nel decreto Salva Italia.

 

Bilancio 2013: ancora lacrime e sangue
Bilancio 2013: ancora lacrime e sangue

Proviamo ora a immaginarci quanti ulteriori disagi questi tagli potrebbero portare ai cittadini: dalla diminuzione dei servizi, alla totale mancanza di nuovi progetti, per non parlare della necessità di interventi privati per salvare qualsiasi progetto culturale degno di nota, proprio in questi anni nei quali Torino si sta “rifacendo” un volto turistico. E che volto.

Per non parlare di manutenzione e interventi sugli edifici scolastici, a forte rischio taglio. «Arriveremo al punto in cui non ci sarà più nulla da tagliare, già così i fondi agli investimenti sono ridotti al lumicino», è l’amaro commento dell’assessore torinese al Bilancio Gianguido Passoni.

«Negli ultimi due anni i trasferimento al Nostro Comune sono calati di 160 milioni, su un totale di 340 che arrivarono due anni fa», attacca l’assessore. Per non parlare delle nuove tasse comunali, che acuiscono il divario fra Torino (e in generale gli enti locali) e Roma: «Il Governo ci diminuisce i trasferimenti e impone ai Comuni di mettere le mani nelle tasche dei cittadini».

A.M.

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