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Ospedale Valdese:una storia tutta italiana

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Ospedale Valdese:una storia tutta italiana
Ospedale Valdese:una storia tutta italiana
Davanti al Valdese, all’ultima tornata elettorale, erano passati proprio tutti.
 “State tranquilli, l’ospedale Valdese non chiuderà”.
E tutti si erano sentiti rincuorati dai vari candidati, politici.
Domenica davanti al Valdese c’erano mille persone a manifestare contro la chiusura ormai imminente del presidio ospedaliero di San Salvario, un’eccellenza soprattutto per la senologia e il contrasto del tumore mammario.
Residenti, commercianti, pazienti che spesso vengono da molto lontano sono scesi in strada – non è la prima volta – hanno bloccato per tutta la mattinata via Silvio Pellico e parte di corso Massimo d’Azeglio.
Sulla facciata del piccolo ospedale, ceduto nel 2005 dalla comunità valdese alla Regione, sono state proiettate le foto dei seni. Nulla di scabroso o sconcio, solo un messaggio forte per testimoniare l’importanza di un ospedale piccolo ma con numeri di tutto rispetto.

Ospedale Valdese:una storia tutta italiana

Segno evidente che le rassicurazioni bipartisan, come spesso accade nel nostro Bel Paese, si sono rivelate la più classica delle promesse da marinaio.
La gente ha continuato a sperare che fossero tutte voci incontrollate, messe in giro da qualche speculatore e gonfiate ad arte dai soliti giornali e dai media.
Invece no, purtroppo era tutto vero, il Valdese chiuderà.
 Clinica privata, convalescenziario, residenza per anziani, cronicario o forse l’ennesima affare edilizio per realizzare appartamenti di lusso ?
E il processo sembra essere ormai irreversibile, celato  dietro il paravento del taglio alla spesa sanitaria.
A pensarci bene, però, fa un po’ sorridere,  che si inizi a tagliare proprio  da lì, da un ospedale che funziona quando in tutta la Regione ci sono nosocomi piccoli, fatiscenti e dispendiosi per le casse di palazzo Lascaris nonché per il contribuente.
Inevitabile, quindi,  che la rabbia della gente “comune” si sia scagliata contro la classe politica: ecco perché è stata programmata un’occupazione della struttura.
Medici, personale, pazienti, cittadini giocheranno l’ultima carta per difendere l’ospedale dalla dismissione.
Basterà?
Alessandro Porro
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