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Non dirgli mai: le frasi da evitare con un tifoso del Toro prima del derby

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Il derby, il derby. Tanto atteso, tanto temuto, ora è qui.

E la settimana precedente non è una settimana come le altre, il tifoso del Toro si alza, va al lavoro, mangia, prega e ama, ma ha la testa da un’altra parte, più precisamente a sabato sera, a metà fra il sogno estatico di Cerci che li purga al novantesimo e un attacco di diarrea fulminante, davanti all’immagine di Matri che purga noi.

Queste ultime ore, per i “profani”, sono le più a rischio, perché, una parola sbagliata, un’allusione non capita, un intervento a sproposito, potrebbero scatenare, nel granata, una furia belluina.

Per esempio, molti storici concordano sul fatto che la causa scatenante della Prima Guerra Mondiale, ovvero l’attentato di Gavrilo Princip all’Arciduca Francesco Ferdinando, sia dovuto a un commento di quest’ultimo sull’autogol da trenta metri di Brambilla, che il buon Gavrilo, cuore Toro, dimostrò di non apprezzare.

Per questo, ho approntato un piccolo bignami su cosa proprio non si può dire a un tifoso del Torino, nel tempo che ci separa dal fischio d’inizio. Anche se, l’opzione più sicura, sarebbe proprio evitare il discorso stracittadina.

 

derby Torino è solo una partita

 

“E’ SOLO UNA PARTITA DI CALCIO”

La frase più pericolosa in assoluto. Questo evergreen, ha come variabile la sprezzante “ci sono cose più importanti nella vita”.

Spesso, quest’affermazione così sussiegosa è detta da gente che su Facebook posta delle immagini contro la Casta, spesso patacconi clamorosi, come quelle su ciò che aveva fatto Hollande nei primi quindici minuti del suo mandato, e lo fa sentendosi molto “fica”.

O, in alternativa, da elementi che criticano chi si fa appassionare dal calcio, poi si dispera perché non ha credito per rinnovare l’Infinity Messaggi o perché si è persa i primi tre segni dell’oroscopo di Capodanno di Paolo Fox.

Durante l’intervallo del derby del 3-3, col Toro sotto 3-0, il mio compagno di stadio e migliore amico, ricevette un sms che recava proprio la famigerata frase. Continuo a pensare che, senza la “buca” di Maspero, il giorno dopo avremmo letto qualcosa di terribile sulle pagine della cronaca nera…

 

derby Torino solo per la maglia

LA RETORICA

“Nel derby, spesso vince chi non è favorito” (il Toro sarà favorito da diciassette anni senza saperlo).

Oppure tutto l’armamentario del “cuore Toro-Fede Granata-Tremendismo” che, ormai, è diventato un luogo comune. Intendiamoci, io sono innamorato perso di quelle cose lì, ma la realtà è ben lontana da questi concetti, anche perché non c’è più il Fila, a forgiare il granatismo in chiunque indossava quella maglia, “LA” maglia.

E continuare a scomodare concetti così lontani dal presente, alla fine li banalizza e li rende noiosi. Dov’era questo cuore negli ultimi quattro derby, dove abbiamo fatto due tiri in tutto e il primo fallo dopo venti minuti? Nel 1995, i giornali, prima di un derby quasi più impari di questo, titolavano: “Toro, va dove ti porta il cuore”. Ci portò a prenderne cinque, con Doardo che si girava sui tiri di Vialli, come i bambini all’oratorio. Per dire.

Anche se resto convinto che, se fosse entrato il palo di Karic sullo 0-1, magari si sarebbe potuto…no, eh?

derby Torino dubbio amletico

I DUBBI AMLETICI

“Ma, se dovessi decidere, preferiresti vincere il derby o fare un bel campionato?”

In un consorzio civile degno di tale nome, l’unica risposta possibile a una risposta così idiota, sarebbe un sonoro ceffone.

E, invece, c’è gente che risponde educatamente e, per davvero, dice cosa sceglierebbe. Scusate, perché il tifoso granata deve sempre scegliere?

Dove sta scritto?

Perché non può prendere la botte piena, la moglie ubriaca, l’uovo e la gallina, il Dixan e i due fustini? Giusto per vedere l’effetto che fa.

Beh, io non scelgo, io voglio tutto. Anche perché, l’ultima volta che abbiamo vinto il derby, e nemmeno uno, due, abbiamo fatto pure un bel campionato, quindi, pare che non s’infranga nessuna legge.

derby Torino benoit cauet

IL BELLO DELLA SCONFITTA

“Mi accontenterei di perdere con onore”. Questa non la dicono i “profani”, ma i tifosi del Toro.

Dopo diciassette anni di digiuno, facciamocene un altro, anzi, dobbiamo essere ben contenti di stare ancora a stomaco vuoto. Quando dovremmo ricominciare a vincere un derby, non è lecito saperlo. Tanto c’è solo gente di vent’anni che non ne ha visto vincere nemmeno mezzo, facciamoli diventare vecchi.

Si daranno pacche sulle spalle, sulle panchine del parco, dicendo: “Ti ricordi quando ha segnato Cauet e siamo stati in vantaggio per ben 8’?  Che tempi” “Certo che mi ricordo.

E tu ricordi la traversa di Rosina?Ah, se fosse stata un centimetro più bassa. Ma meglio così, se fossimo passati in vantaggio, forse la Juve si sarebbe arrabbiata e ce ne avrebbe fatti due”

E via discorrendo. Ma, si sappia, io non mi accontento di niente. Io, sulle panchine del parco, voglio ricordare della sera che abbiamo vinto allo Juventus Stadium, la sera in cui si pensava a un massacro sportivo.

E invece no.

Ah, la frase su Rosina l’ho sentita con le mie orecchie. Bei momenti.

derby Torino respect Heysel

POST SCRIPTUM

Fuori dallo scherzo, c’è una cosa che io non vorrei più sentire, né in questo derby, né nei prossimi.

Ed è il coro sull’Heysel.

Per una squadra che ha fatto del culto della propria memoria e dei propri morti quasi un vessillo, un simile coro è un controsenso disumano.

E fa ancora più male, il fatto che, in molti, lo cantino senza nemmeno rendersi conto di cosa dica, di fatto alzando la voce solo sulla parte finale, l’unica che si capisce bene, “di quelle merde bianconere”. Non è buonismo, né moralismo.

Rivedere le immagini di quella sera, rileggere le testimonianze, conoscere la storia di Otello Lorentini e della lotta che ha portato avanti, quasi da solo, per anni, è qualcosa che apre uno squarcio dentro. So che ci saranno più possibilità di vincere il derby, che di esaudire questo desiderio.

Ma sperare non costa niente.

Francesco Bugnone

 

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