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La Bottega Rinascimento fra tecnica e talento.

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La scorsa settimana si è conclusa una piccola ma ben curata mostra al Circolo degli Artisti, di via Bogino a Torino.

La sua caratteristica principale è stata di esporre opere di artisti non professionisti.  Niente di strano direte.
E invece no. Una particolarità, una diversità, una peculiarità esistono.

Si tratta di uomini e donne, lavoratori e pensionati, professionisti e casalinghe che hanno una grande passione: la pittura e si sono rivolti alla scuola di Giancarlo Aleardo, artista torinese degno di nota, ancora molto attivo che oltre a dedicarsi al suo lavoro ha creato una scuola di pittura.

Anche di questo vi chiederete: “ quale sarebbe la novità?”

Già dal nome- La Bottega RINASCIMENTO – si intuisce che si tratta di un progetto più ampio che semplicemente far dipingere gente appassionata e con talento.
Ma l’intento, ambizioso ma che riesce bene, è quello di insegnare i veri passaggi per la realizzazione di un’opera pittorica: tecniche, disegni preparatori, stesura del colore, riproduzione dal vero come nella migliore tradizione della bottega italiana.

Niente accademismo ma la capacità del maestro di tirar fuori indole e talento di ogni singolo allievo; massima libertà dei soggetti –spesso copie di artisti amati- ma importante e basilare è la tecnica.

Un po’ si rimane stupiti: siamo abituati a considerare qualsiasi cosa come arte e installazioni artistiche, ci vengono proposte installazioni luminose, opere stravaganti e contemporaneamente ci dimentichiamo le origini di quello che è un enorme patrimonio culturale italiano ovvero la mano dell’artista, le sue capacità

L’ambiente di bottega, il trasmettere le conoscenze, il conoscere la tecnica sono forse aspetti banali, ma cosi tanto banali che spesso ci dimentichiamo della loro importanza, e spesso lo fanno anche gli artisti contemporanei.

Cosi banale, però, non è !

Oltre alle opere degli allievi vi è anche un’opera del maestro: una grande pala d’altare a cui sta lavorando, ancora incompiuta quindi, che ha un valore prettamente didattico per i visitatori: far vedere le varie fasi della preparazione di un dipinto è sempre affascinante. E non scontato.

Forse sarebbe il caso di organizzare più mostre come questa, più occasioni per esporre opere di artisti non affermati, con un lavoro e una vita diversi e lontani dall’arte, ma sicuramente motivati.
Questo perché? Per ricordarci che la vera bravura non sta nella continua ricerca di stravaganza, ma in una cosa molto più semplice e meno immediata: il talento e il lavoro.

Giulia Copersito

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