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Un bel Toro ma non basta

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Alla fine, la cosa più saggia la dice Ventura: se dopo un pareggio contro la Fiorentina recrimini, allora hai fatto davvero una grande prestazione. E così è stato, mai come questa volta la tanto attesa vittoria contro una grande era vicinissima, dopo la sfuriata viola di metà ripresa, soprattutto, la partita sembrava in pugno. Invece, in un alternarsi di emozioni, arriva un 2-2 che lascia l’amaro in bocca, sia in virtù della prova granata, sia per l’ennesima decisione discutibile che danneggia gli uomini di Ventura, in questo avvio di stagione.

La Fiorentina di Montella arriva all’Olimpico forte di cinque vittorie consecutive e di un gioco secondo solo a quello della Juventus, ma priva di Jovetic e Pizarro. Il Toro non ha paura e, fin da subito, tiene palla e ritmi bassi: solito possesso in difesa, centrocampo poco impegnato, esterni in palla e punte (la coppia Meggiorini-Bianchi) ancora in imbarazzante difficoltà. I primi 40’ sono di noia quasi perfetta, da annotare solo lo spavento per la capocciata fra Glik e Toni, che costringerà entrambi a lasciare il campo, seppur in momenti diversi (entreranno Rodriguez e Seferovic). Di  lì a poco, anche Aquilani si farà male, rilevato da Ljiaic. Poi, all’improvviso, cambia tutto: Santana, autore di un match di tecnica e mestiere, lancia sulla sinistra D’Ambrosio, che centra radente in area. Meggiorini e Bianchi sono in ritardo, ma non Cerci, che trova il suo primo gol in granata proprio contro la sua ex squadra. Inizia un’altra partita.

Il Toro, paradossalmente, sembra così stupito dal vantaggio, che concede alla Fiorentina la prima palla-gol del match: Mati Fernandez si beve Rodriguez, ma sbaglia la conclusione da ottima posizione. La conclusione del tempo, però, è granata: strepitoso assolo di Santana, concluso con una rasoiata messa in angolo da Viviano.

Giampiero Ventura Toro Fiorentina
Giampiero Ventura Toro Fiorentina

Nella ripresa, l’undici di Montella va all’attacco, ma Cerci è scatenato e il Toro, in contropiede, potrebbe chiuderla. La prima volta, dopo una sgroppata sulla destra, con la palla che danza magicamente sulla linea dell’out, l’ex romanista serve Meggiorini che, inspiegabilmente, sviene. La seconda, piuttosto di passarla ancora alle punte, si prende un tiro su cui Viviano è bravo a ribattere. A questo punto, la Fiorentina aumenta i giri e va vicina al gol del pareggio con un colpo di testa di Gonzalo Rodriguez (fuori di un soffio), un tocco di Seferovic (palo esterno), un tiro a colpo sicuro di Mati Fernandez (Guillermo Rodriguez provvidenziale) e una rasoiata di Ljiaic (prima vera parata di Gillet e tap in alto di testa di Pasqual). Poi, all’improvviso, l’avvolgente palleggio gigliato e la linea verde offensiva che non da punti di riferimento, sembrano tornare nei ranghi e il Toro sembra controllare con tranquillità, complice, anche, una coppia di centrocampo Basha-Gazzi che, spesso saltata nel primo tempo, inizia a calamitare sempre più palloni. Ma la beffa è in agguato.

Al 74’ Cuadrado, fino a lì contenuto da D’Ambrosio, va via all’ex stabiese, che, però, rinviene su di lui e lo raddoppia con Gazzi. Il colombiano danza sul pallone e, a contatto con il terzino granata, cade come fulminato. Damato, lontanissimo, indica deciso il dischetto e il tifoso granata inizia a interrogarsi su come i contatti su Sansone contro il Parma e di Sgrigna a Roma, abbiano prodotto solo cartellini, mentre quelli su Marquinho e su Cuadrado abbiano causato rigori decisivi. La disparità di trattamento non commuove Gonzalo Rodriguez, che spiazza Gillet per il pareggio.

 

Toro Fiorentina  rigore 2- 2
Toro Fiorentina rigore del 1 – 1

Gli dei del calcio, però, per un attimo sembrano commuoversi e Birsa, subentrato a uno spossato Cerci, dopo soli 2’, crossa a rientrare da destra: la traiettoria è maligna, Viviano viene beffato, Stevanovic, entrato per Meggiorini, prova a rivendicare il gol con cui festeggerebbe un’agghiacciante cresta bionda, ma nessuno ci casca. Il 2-1 è dello sloveno ex-Genoa. La gara sembra di nuovo in pugno, gli esterni funzionano ancora (anche Darmian, in continuo crescendo, da manforte in fascia), la Fiorentina, che aveva raccolto subito palla per cercare il successo dopo il rigore, sembra all’angolo. E invece no.

Il Torino gestisce male una punizione e, sul ribaltamento di fronte, Cuadrado serve in area il neo entrato El Hamdaoui che conferma la sua qualità con un diagonale vincente imprendibile, in anticipo su un Ogbonna un po’ svagato. Mancano 6’ più esiguo recupero e, a parte una mezza occasione fallita da Birsa, non accadrà più nulla.

 

TORINO-FIORENTINA
TORINO-FIORENTINA

 

Il miglior Torino della stagione, soprattutto tenendo conto dell’avversario, raccoglie meno di quanto seminato, ma dimostra maturità (l’imminente derby è più nella testa dei tifosi che dei giocatori) e, per l’ennesima volta, non viene messo sotto da una squadra superiore. La cosa peggiore, visti i numerosi pareggi, rimane la classifica. E, purtroppo, non è un dettaglio. Ma il tifoso granata, ingenuamente, romanticamente, crede che, alla fine, in fondo, molto in fondo, una giustizia c’è e, oltre alle prestazioni, arriveranno le vittorie. Magari da sabato. Ma forse, qui, il romanticismo, rasenta la follia. Lo scopriremo tra meno di sette giorni.

 

FRANCESCO BUGNONE

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