Home Spor-to Il Toro litiga col gol: un precedente storico verso la Fiorentina

Il Toro litiga col gol: un precedente storico verso la Fiorentina

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Il Toro e il gol. Un rapporto strano. Ci sono cannonieri che fanno tremare le reti come Pulici e Ferrante. Ci sono bomber che, al Toro, si sono rigenerati, come Silenzi e Rizzitelli. Ci sono attaccanti che, lontano da qui, segnano e da noi no, come Lucarelli. Ci sono punte che non segnavano prima e hanno continuato a non segnare da noi, come Bjelanovic e Osmanovsky. Quest’anno, con una difesa solida e un centrocampo arcigno, la fase offensiva, salvo le eccezioni contro Pescara e Atalanta, è stata un problema grave e ben noto: se dietro Ogbonna e Glik fanno spellare le mani con interventi leonini, davanti, le evoluzioni di Sgrigna e Meggiorini e l’involuzione di Bianchi, fanno venir voglia di piangere. E, sulla svirgolata di Santana a Roma, lo sforzo per ricacciarle indietro è stato immane.

Non è la prima volta che il Toro affronta questi momenti di stipsi offensiva, ma c’è un precedente illustre nel ’91-’92. Il Toro di Casagrande, Scifo, Lentini e Vazquez non segna per 637’. Il Toro più forte della storia recente, ha avuto, quindi, il mal di gol, che ripercorreremo. Ma non per crogiolarci nei soliti brutti ricordi, quasi godendo per le passate Vie Crucis, bensì per il finale, dolce e benaugurante. Vedremo perché.

 

Giorgio Bresciani
Giorgio Bresciani

 

TORINO-ROMA 1-1: L’INIZIO DEL DIGIUNO

Dopo il convincente 3-1 al Foggia e in attesa del Boavista in coppa, il Toro affronta la Roma, a caccia di un successo che lo confermerebbe nelle zone nobili della classifica. I granata partono a spron battuto e Bresciani, sin lì ancora a secco, dopo la grande stagione precedente, sblocca il risultato a metà frazione. “Maratona” esulta, ignara che, in campionato, non potrà più farlo per lungo tempo. A inizio ripresa, arriva il pareggio di Aldair, sugli sviluppi di un’azione viziata da un netto mani di Bonacina. A Casarin, designatore arbitrale, la direzione di Pezzella “è piaciuta”. A noi meno. Il Toro non riesce più a ripartire e finisce 1-1.

 

Gianluigi Lentini Torino
Gianluigi Lentini Torino

PARMA-TORINO 0-0: CATENACCIO COI CEROTTI

Senza Policano, Benedetti, Bresciani, Casagrande e, dal 40’, per un fallaccio di Zoratto, Scifo, il Toro va a Parma e si chiude. I ducali attaccano, ma non sfondano: il cuore e un Marchegiani attentissimo portano un punto in casa granata, ma avrebbero potuto essere due se Lentini, in extremis, avesse servito bene Carillo a tu per tu con Taffarel. Nel dopo partita, epica rispostaccia a Mondonico a Pierpaolo Cattozzi, che parlava di “catenaccio” del Torino. Anni dopo, Stramaccioni si offenderà perché “Mondo” definirà l’Inter, vittoriosa nella Torino granata, “trapattoniana”. Corsi e ricorsi.

 

Vincenzo Scifo Toro Inter
Vincenzo Scifo Toro Inter

TORINO-INTER 0-0: “NERVI SALDI” SCIFO

Contro l’Inter di Orrico, si continua a digiunare in campionato, ma ancora non ci si fa troppo caso. In una partita di una noia mortale, solo mio padre, interista, la definì “tatticamente molto interessante” e sono certo che non avesse bevuto, Lentini colpisce un clamoroso palo nel primo tempo. Poi, nella ripresa, Scifo decide di affrontare la sua prima gara da “ex” con la maturità di un bambino dell’asilo e si fa espellere per un fallo di reazione su Matthaus. In dieci, il Toro si chiude bene e Marchegiani salva solo un paio di volte su Montanari e Battistini. Stavolta, negli spogliatoi, Cattozzi non c’è e, quindi, Mondonico sta tranquillo.

 

JUVENTUS-TORINO 1-0: NOVE LEONI

Casiraghi, il gol, le provocazioni, le espulsioni di Bruno e Policano, a momenti pareggiamo in nove, dai, questa la sapete tutti, e poi, del derby, parleremo già abbondantemente la settimana prossima. Fatto sta che non si segna neanche qui. Ma, con tutte le attenuanti del caso, il problema è ancora sottovalutato.

 

Florin Valeriu Raducioiu Toro Verona 1992
Florin Valeriu Raducioiu

TORINO-VERONA 0-0: MESSAGGI TRASVERSALI

Ecco, qui ci si inizia a preoccupare. Contro il Verona pericolante dell’ex Fascetti, il tanto atteso rilancio non arriva. I granata giocano male, patiscono l’assenza di Scifo, si trascinano per 90’ contro i gialloblù che, ben messi in campo, rischiano addirittura di fare il colpaccio di rimessa con Raducioiu e Magrin. Negli spogliatoi, frasi criptiche di Mondonico (“Quando avrò maggiori possibilità di scelta e qualcuno messo fuori squadra verrà da voi a lamentarsi, ricordatevi di questa partita”), oltre allo storico “le squadre si sono annullate a vicenza” di Maidiregoliana memoria. Mentre il mondo giornalistico cerca di decodificare, la verità è una: non la buttiamo dentro neanche a morire.

 

Casagrande  Toro Sampdoria 1992
Casagrande

SAMPDORIA-TORINO 0-0: CASAGRANDE STOPPER DORIANO

A Marassi, il digiuno continua. Il Toro, però, ha l’attenuante di avere cinque assenti e tiene bene la Samp. Vialli, futuro juventino, si fa amare con un bel gol di mano, giustamente annullato, poi Marchegiani corre pochi rischi. Pagliuca, invece, non para mai e, quando un colpo di testa di Scifo sembra poter far male, è addirittura Casagrande a respingerlo: kafkiano. Da rimarcare, la fantastica prova del giovanissimo Cois su Mancini. Beppe Barletti, in una sintesi andata in onda il giorno dopo, disse “Cois, un ragazzo con i capelli che sanno di sport”. A distanza di vent’anni, non so ancora cosa intendesse dire.

 

Ruud Gullit Toro Milan
Ruud Gullit Toro Milan

MILAN-TORINO 2-0: IL GINOCCHIO DI GULLIT

A Milano, la situazione è critica. Contro la capolista, il Toro non punge mai e ne becca due senza essere mai in partita: subito Gullit, con un gollonzo di ginocchio, più in linea con quelli che si facevano quando si giocava “alla tedesca” che con la serie A, poi Massaro, sbrigano la pratica. Un tiro di Scifo dalla distanza, l’unico cosiddetto sussulto granata. In coppa si segna, in campionato non più: è allarme rosso

 

IL LIETO FINE

L’epopea senza gol, vissuta tutta attaccato alla radiolina e, contro l’Inter, allo stadio, finisce nell’ultima partita prima della pausa natalizia. E, ovviamente, io non sentii in diretta il tanto atteso gol. Perché? Perché durante la partita, ero a un ritiro pre-Cresima, un sadico modo di far passare la domenica a chi andava a scuola negli altri sei giorni. Qualcosa da vietare in un paese civile. Al momento della messa con i genitori, sapevo solo che la Juventus perdeva a Genova, sponda Samp. Infatti, entrai trionfante in chiesa, dicendo ai miei“la Juve perde” e ricevendo in cambio un’occhiata di biasimo. Quando finalmente uscii, seppi. Seppi che Lentini, al 30’, segnò di testa su cross di Scifo e che lo stesso Scifo raddoppiò da fuori area. Seppi anche del rigore negato a Borgonovo e di un gol annullato in maniera dubbia a Faccenda. Finì 2-0, con le giuste recriminazioni degli avversari e il Toro, per la prima volta con le “cinque stelle” davanti, tutte insieme, che ripartiva verso una fantastica seconda parte di stagione.  Qual era la partita? Non l’avete ancora capito? Toro-Fiorentina. E speriamo che, anche domenica, arrivino i gol.

Francesco Bugnone

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