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TFF, la doccia fredda di Ken Loach

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Brutta tegola per il Torino Film Festival, che non è ancora partito ma già fa segnare la prima defezione di lusso.

Il regista inglese Ken Loach, vera e propria icona cinematografica (e icona della sinistra britannica), ha fatto sapere agli organizzatori del festival che inizia domani che non sarà presente sotto la Mole Antonelliana per ritirare il premio alla carriera “Gran Torino”, che l’autore di “Terra e Libertà” avrebbe dovuto ricevere durante i giorni del festival.

Il motivo del “gran rifiuto” è pienamente in sintonia con la carriera e l’ideologia di Loach: una vertenza sindacale e una situazione di precariato legate a una delle cooperative di cui l’organizzazione del Museo del Cinema, e del festival torinese, si servono. Loach non ha lasciato spazio a illusioni: «E’ con grande dispiacere che mi trovo costretto a rifiutare il premio che mi e’ stato assegnato dal Torino FILM Festival, un premio che sarei stato onorato di ricevere, per me e per tutti coloro che hanno lavorato ai nostri film».

Loach rincara la dose: «Abbiamo realizzato un film dedicato proprio a questo argomento, ‘Il pane e le rose”. Come potrei non rispondere a una richiesta di solidarietà da parte di lavoratori che sono stati licenziati per essersi battuti per i propri diritti? Accettare il premio e limitarmi a qualche commento critico sarebbe un comportamento debole e ipocrita. Non possiamo dire una cosa sullo schermo e poi tradirla con le nostre azioni. Per questo motivo, seppure con grande tristezza, mi trovo costretto a rifiutare il premio».

Chapeau, quantomeno alla coerenza.

TFF, la doccia fredda di Ken Loach

Piccata la risposta dell’organizzazione di Tff: «Ci dispiace di constatare che un grande regista, al quale va da sempre la nostra ammirazione, sia stato male informato al punto da formulare riserve su comportamenti del Museo Nazionale del Cinema che non corrispondono in alcun modo alla realtà dei fatti.

Ricordiamo che il contratto di assegnazione dei servizi di vigilanza e pulizia alla Mole Antonelliana e’ stato stipulato a norma di legge, con una gara europea ad evidenza pubblica, rispettosa delle normative ministeriali e dei contratti di lavoro in essere.

Il Museo non può essere ritenuto responsabile de comportanti di terzi, ne’ direttamente ne’ indirettamente.

Di conseguenza, non sarebbe in alcun modo legittimato a intervenire nel merito di rapporti di lavoro fra i soci di una cooperativa esterna e la loro stessa società».

Precari o meno, sfruttati o meno, resta un’altra defezione per il Torino Film Festival, dopo il “niet” del Aki Kaurismaki, che lo scorso anno aveva rifiutato di presenziare alla cerimonia di apertura.

 

La Redazione di Mole24

 

 

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