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Future Car Challenge:il Politecnico sempre più eccellenza del “made in Torino”

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Future Car Challenge:il Politecnico sempre più eccellenza del
Future Car Challenge:il Politecnico sempre più eccellenza del "made in Torino"

Il 3 novembre il Politecnico di Torino aggiunge un’altra medaglia al suo ricco palmares: un gruppo di studenti del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale ha vinto il Future Car Challenge, sbaragliando la concorrenza di prestigiosi e consolidati gruppi dell’industria automobilistica che nel campo dell’innovazione e della ricerca investono ogni anno centinaia di milioni di euro.

Opel, Nissan, Jaguar e Mercedes hanno dovuto inchinarsi di fronte alle idee e ai progetti di sessanta ragazzi, di età compresa tra i 21 e i 27 anni, provenienti da ogni parte d’Italia: il concorso, tenutosi in Gran Bretagna, richiedeva di andare da Londra a Brighton (famosa località balneare che si affaccia sulla Manica) consumando il meno possibile.

Il mezzo progettato grazie ad una grandiosa sinergia di diversi comparti della facoltà (ingegneri meccanici, ingegneri dell’autoveicolo, matematici, informatici, designer) si chiama XAM 2.0, ed era l’unico team italiano in gara.

Future Car Challenge:il Politecnico sempre più eccellenza del "made in Torino"

Di più, era l’unico team studentesco: la squadra ha elaborato un veicolo completamente elettrico e zampillante tecnologia da ogni anfratto.

Il cruscotto è un tablet estraibile, la carrozzeria è in materiale composito, il peso a vuoto di 400 kg e l’autonomia è di 150 km. Idea geniale è stata inserire nell’automobile un “range extender”, vale a dire un generatore che allevia il problema cronico dei veicoli elettrici: la scarsissima autonomia.

Grazie a questo trucchetto, Xam 2.0 può percorrere (con qualche ansimìo) 400 km, sempre che il pilota si sia tenuto leggero a colazione.

Il gruppo di ingegneri si è poi trasformato per qualche minuto in un gruppo di economisti, dichiarando che la vettura dovrebbe avere un costo tra i 5.000 e gli 8.000 €, perfettamente in linea per dichiarare guerra senza quartiere al mercato delle piccole cittadine attrezzate per spostamenti medio-brevi.

Il progetto è di sicuro livello, in attesa che il comparto dell’AUTOMOTIVE  elettrico sviluppi le tanto agognate batterie a lunga durata, breve carica e dimensione medio-piccola: sono queste, e nient’altro, il vero e unico ostacolo che si frappone tra il commercio reale e fattibile di questo genere di automobili e la realtà di oggi, che non si discosta troppo dalla categoria “sogni di qualche ecologista troppo ottimista”.

La speranza è che, visti i risultati, batterie di questo genere siano il prossimo progetto dalle parti di corso Duca degli Abruzzi.

Umberto Mangiardi

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