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La Roma e Calvarese stendono il Toro

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Il Toro perde l’imbattibilità esterna e lo fa in un modo che brucia. Contro una Roma non brillantissima e con le scorie del derby perso ancora da smaltire, i granata, dopo un avvio sofferto, sembrano tenere, poi Marquinho si presenta in area, viene affrontato energicamente da Ogbonna (che cade) e da D’Ambrosio in un’azione maschia, ma regolare e, infatti, Guida, lascia correre.

Ma poi entra in gioco lui, anzi Lui, l’ineffabile Calvarese, colui che nella notte buia di Padova, guidò il Toro a una sconfitta farsa e che, stasera, da arbitro di porta, decide di assegnare il rigore, lasciando al popolino indegno il compito di capire per che cosa. Osvaldo, ovviamente, trasforma e i giallorossi ipotecano un successo che blinderanno con un tiro di Pjanic che una sfortunata deviazione di Gazzi rende imparabile, realizzando quella che, una volta, veniva definita “autorete”.

Roma Torino 2- 0 (19/11/2012)
Roma Torino 2- 0 (19/11/2012)

 

Impossibile giudicare la partita senza tener conto dell’episodio decisivo e del fatto che, il Torino, sia in credito con la classe arbitrale, quasi nella misura in cui uno strozzino lo è con il suo debitore. Ma è sacrosanto raccontare il resto di un incontro che ha visto il Toro eccellere in difesa, ma perdersi, com’è consuetudine, davanti.

I granata faticano molto nella prima fase, sembrano svagati e collezionano una serie di errori in fase di possesso palla, non consueti. Nella prima mezzora, la Roma, ai punti, vincerebbe, sia per due occasioni di Osvaldo sprecate malamente che per un tiro di Totti alto di niente che, se fosse stato scoccato a Pes, avrebbe fatto gridare a un errore di grafica.

Nonostante ciò, i giallorossi sono lenti, sbagliano molto e lasciano parecchi buchi dietro, ma gli uomini di Ventura non ne approfittano.

Il 4-2-4 dell’ex tecnico del Bari, è azzeccato, ma sono gli interpreti a essere sbagliati: sarebbe servito di più un Sansone, rispetto a uno Sgrigna che legge l’azione in maniera sistematicamente sbagliata, andandosi a incaponire fra le maglie giallorosse e lasciando, di fatto, solo Bianchi ad arrabattarsi, visto che Santana viene servito poco e Cerci si allontana dal salto di qualità che sembrava imminente.

Giampiero Ventura, Roma - Torino 2-0
Giampiero Ventura, Roma – Torino 2-0

 

Dopo il 30’, però, il Toro si assesta, soprattutto centralmente. Un Glik mai così pulito, un Ogbonna, al rientro, in crescendo, una mediana rocciosa senza bisogno di picchiare, con Gazzi e il sorprendente Basha da applausi, rendono gli ospiti più tranquilli e mettono a nudo le polveri bagnate dell’attacco romanista.

Sulle fasce, Darmian è ordinato e D’Ambrosio, dopo 20’ di apnea, mette in riga Lamela e inizia a spingere. Peccato che il reparto offensivo continui a essere un pianto greco, anche se la prima parata del match è, paradossalmente, di Goicoechea su tiro di Bianchi.

Osvaldo, Roma Torino 2- 0 (19/11/2012)
Osvaldo, Roma Torino 2- 0 (19/11/2012)

 

La ripresa si apre sul canovaccio del finale di frazione, col Toro che continua a non correre rischi, murando senza troppe difficoltà le folate dei lupacchiotti, ma che continua, anche, a non imbastire un contropiede degno di questo nome: ripartenze lente, passaggi ritardati e quando arriva la palla buona dal limite si preferisce non tirare (chiedere a Basha, per informazioni). Finalmente Ventura decide di inserire Sansone per Sgrigna, per sfruttare gli spazi che si creeranno col prevedibile forcing romanista, ma Calvarese, come già detto, gli rovina i piani e il Toro si ritrova sotto di uno a 20’ dal termine, quando il pareggio sembrava scontato.

Roma Torino 2- 0 ( 19/11/2012)
Roma Torino 2- 0 ( 19/11/2012)

 

A questo punto, Cerci fa la prima cosa davvero bella dell’incontro, smarcando in area Santana con un bel cross, ma l’argentino conclude al volo con una ciabattata imbarazzante, sprecando quella che sarà l’ultima chance per l’1-1.

La Roma, infatti, ha molte opportunità di rimessa, ma, complici eroici interventi difensivi di Ogbonna e compagni, non c’entrava mai lo specchio. Una mano, come detto, gliela da Gazzi, deviando sfortunatamente un tiro di Pjanic, diretto tranquillamente fra le braccia di Gillet che, seppur bombardato, non ha compiuto grossi interventi.

E’ il 2-0 e arriva proprio poco dopo gli ingressi di Verdi per Santana e, soprattutto, Diop, al sospirato esordio, per Cerci. La Roma decide che è la volta buona di non buttare un vantaggio di due gol (c’è sempre una prima volta, e la prima volta è sempre contro il Toro) e porta a casa il risultato.

Roma Toro 2- 0 ( 19/11/2012)
Roma Toro 2- 0 ( 19/11/2012)

 

Al di là dell’amarezza per l’episodio imprescindibile che ha orientato la gara, il Torino torna a casa consapevole della sua forza difensiva, ma anche conscio del fatto che è l’unica squadra a non aver segnato alla banda del buco romanista, a cui stasera mancava anche Burdisso. I giallorossi, infatti, avevano vinto “a zero” solo contro il Cagliari.

Piccolo particolare: a tavolino. Ce n’è abbastanza per aspettare con impazienza gennaio, sperando che non si concluda tutto col solito pugno di mosche e l’acquisto di un altro terzino sinistro, mentre Ventura proverà a inventarsi ancora qualcosa, magari puntando di nuovo forte su Sansone e sul suo dare del tu al pallone, quando molti gli danno ancora del “vossia”, sulla fame di Diop e, perché no, sull’estro di Verdi.

 

Francesco Bugnone

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