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I rapporti umani: tutta una questione di “corrispondenze”

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Sabato 17 e domenica 18 novembre è andato in scena al Teatro Cardinal Massaia di Torino “CORRISPONDENZE”  (Letters & Matches)”, uno spettacolo di prosa e danza proposto dalla Compagnia Nuove Forme Diamonds, liberamente tratto da Variazioni enigmatiche di Eric-Emmanuel Schmitt.

Il riferimento principale rimanda alla composizione del musicista inglese Edward Elgar: quattordici variazioni su una melodia che sembra impossibile da riconoscere. Così Schmitt sembra concepire il rapporto tra gli esseri umani, qualcosa che possiamo solo intuire.
Un testo costruito su scatole cinesi, ricco di colpi di scena, di spunti e sfumature: tagliente ironia, commozione, egoismo, follia si mescolano nelle parole dei due protagonisti, dando voce, non solo corpo, ai loro stati d’animo.

Un gioco di “corrispondenze”, appunto, ai limiti del patologico, un drammatico confronto tra due uomini disperati, Abel Znorko – misantropo, Nobel per la letteratura che si è ritirato a vivere da eremita in un’isola sperduta del mare della Norvegia, vicino al Polo Nord – e Erik Larsen sconosciuto giornalista cui lo scrittore concede un’intervista.

Lo strano incontro tra i due conduce, attraverso un sorprendente e graduale svelamento, a una verità, taciuta per molto tempo dall’illusione nella quale entrambi si sono calati.

Il regista Sergio Cavallaro introduce la danza in questa commedia drammatica, facendo “corrispondere” una immagine specifica di Helen, la donna amata, dai due protagonisti, a ciascuna delle loro “verità”, con la presenza in scena delle due attrici-danzatrici Elisa Alberghini e Francesca Roi, che si sono meritate gli applausi del pubblico.

La scenografia, attraverso l’utilizzo di impalcature, e il disegno luci descrivono volutamente uno spazio ampio, ma non compiuto, ancora in divenire, a indicare l’auto-isolamento di Znorko (interpretato da  Paolo Mazzini) come una condizione voluta e certamente non solo interiore. Dal canto suo, Simone Faraon-Erik Larsen passa con disinvoltura dagli atteggiamenti insicuri del sedicente giornalista che si trova di fronte al suo “idolo”, alle manifestazioni ossessive derivate dal progressivo svelamento delle fragilità umane dell’inarrivabile Znorko.

Il quale, al termine di questo “gioco al massacro”, porrà fine al proprio auto-isolamento, di fatto scendendo fisicamente dal suo “piedistallo”.

r.mazzone@mole24.it

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