Home Spor-to Verso Toro – Bologna per scacciare un vecchio incubo

Verso Toro – Bologna per scacciare un vecchio incubo

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Mi sveglio di soprassalto, un urlo strozzato in gola. Ho fatto di nuovo quel sogno. Guardo l’ora, sono le tre del mattino, ma non ho più voglia di dormire, di chiudere gli occhi e di rivedermi là. Incolonnato nel traffico, costretto a fermarmi, come tanti altri, dalle sirene della polizia che arrivano in lontananza, seguite, immediatamente, da una serie di autobus coi finestrini aperti, da cui arrivano urla di tutti i tipi. Quelle più odiose, quelle più persistenti, dicono “Fino alla fine forza Bologna”. La rabbia e l’impotenza, mi sembra di riviverle, mentre quei cori continuano a rimbombare nella mia testa. Ma che partita era? Che partita era? Forse…

Torino Bologna 2002
Torino Bologna 2002

 

2001-2002 TORINO-BOLOGNA 1-1  “FARGLI FARE GOL”

E’una fresca sera di aprile e la Torino granata, dopo anni di magre, si gode il piccolo miracolo del Toro di Camolese, quello imbattuto nei derby, quello che ha fatto la pelle al Milan, quello che, la domenica precedente, ha espugnato Verona, grazie alla fuga per la vittoria del, sin lì, oggetto misterioso Franco Ramallo. In molti sognano l’Europa, ignari che, questa squadra, per andare oltre le aspettative, non ne ha più nella pancia. L’avversario è il Bologna, in lotta per un posto in Champions League, che sfumerà all’ultima giornata.

Seppur rabberciati (out Comotto, Asta, Ferrante, e, dal 24’, Lucarelli), i granata, trascinati proprio da Franco, che con una prestazione maiuscola sembra finalmente giustificare il fatto di essere stato pagato come Kakà (inutile dire che, alla lunga, non sarà così), sono in vantaggio. Al 20’, infatti, una punizione dal limite di Scarchilli, sembra voler far continuare il sogno Uefa. Nella ripresa, però, sugli sviluppi di un angolo, Cruz pareggia, sfruttando una disattenzione difensiva, in primis di Delli Carri. Squadre stanche, non succede quasi più nulla e ci si prende il punticino.

Il veleno è nella coda: arrivato a casa, scopro che Telepiù, prima del corner del pareggio felsineo, ha rubato un labiale da una conversazione fra Galante e Delli Carri. “Fargli fare gol”.

Apriti cielo. Chi già pensava di aver preso un gol un po’ strano, trova la sponda giusta per la sua teoria. Altri propendono per l’ipotesi “Non fargli fare gol”. Fatto sta che il labiale incriminato è l’immagine più diffusa della settimana (pensate solo se ci fosse stato Facebook), con una serie di riproposizioni al rallenty che, forse, nemmeno lo scavallamento di gambe di Sharon Stone in “Basic Instinct”, ha avuto l’onore di avere. Indagini, inchieste, domande, non hanno portato a nulla e, ognuno, ha finito con credere alla versione dei fatti che aveva nella testa. La più divertente fu quella di Gramellini, che suggerì di portare, come prova a discapito per i difensori granata, alcuni dei gol più allucinanti presi a inizio campionato.

 

…no, non era quel Toro-Bologna, diamine. Era al “Delle Alpi”, e, durante l’incubo, non ero da quelle parti, Ne sono certo. Qualche nube si dirada nella mia mente, e se fosse…

 

Toro Bologna Paolo Castellini
Toro Bologna Paolo Castellini

2002-2003 TORINO-BOLOGNA 2-1 CASTELLINI, DA ZERO A MITO

Serata gelida e un Toro che, a inizio novembre, è già disperato, affronta il Bologna cercando il secondo successo in campionato, il primo dell’era Ulivieri, subentrato a Camolese. Per ora, gli unici tre punti conquistati, sono stati contro il Chievo, quando Lupatelli è svenuto su un colpo di testa di Magallanes. Incredibile a dirsi, ma sembra mettersi subito bene per il Toro: al 4’ palo di Lucarelli e Conticchio è il più lesto sul rimbalzo per l’1-0. Gli uomini di Guidolin sono in emergenza, ma pareggiano grazie a un generoso rigore conquistato e realizzato da Vanoli e, per poco, non ribaltano con un incrocio dei pali di Zanchi. La ripresa del Toro è commovente: nonostante l’evidente debolezza, i padroni di casa si gettano all’attacco con generosità e, nel finale, la ruota gira. Prima Amoroso sbaglia di un soffio il gol beffa, poi Castellini, il tanto vituperato Castellini, su una palla vagante a centro area, azzecca uno splendido sinistro radente e fa esplodere la Maratona, che non gli aveva mai risparmiato fischi. Sembra un successo per rilanciarsi, ovviamente non sarà così e il Toro finirà ultimo in classifica, con la peggiore prestazione nella massima serie. Paradossi del calcio, uno dei pochi a salvarsi sarà proprio Castellini.

 

…no, non era quella, quella era di sera, faceva freddo, invece era di pomeriggio e avevo caldo. E non era al “Delle Alpi”, come ho già detto, era all’Olimpico. Ma non è che…oh, mio Dio, me ne sono ricordato. Ora sono perfettamente sveglio e ho capito che partita era. Ricordo tutto, la partita, le polemiche della presidentessa Menarini prima, durante e dopo (pensare a quello che diceva e ai suoi modi di esultare, è un punto in più per il maschilismo nel calcio). Ricordo…

 

toro bologna 2008
toro bologna 2008

2008-2009 TORINO-BOLOGNA 1-1 VERSO LA B

Scontro diretto per la salvezza all’Olimpico: il Torino, dopo gli esoneri di De Biasi e Novellino, ha ritrovato Camolese, e un minimo di spirito, e, a tre turni dal termine, ha un match point per la salvezza, ovvero il match interno col Bologna, che insegue a un punto. Una vittoria vorrebbe dire, praticamente, rimanere in serie A a discapito dei rossoblù. Il primo tempo è un assedio: Stellone si mangia un gol, Barone lo segna, ma gli viene annullato per fuorigioco millimetrico, mentre si stava già lanciando in un agghiacciante balletto, poi Morganti concede un rigore ai granata, per un’entrata scomposta su Rubin e Rosina realizza. Si mette bene.

E sembra mettersi bene anche nella ripresa, quando ancora Barone esalta Antonioli, poi, sugli sviluppi del corner, c’è un salvataggio sulla linea. Poi, all’improvviso, il crollo: prima Osvaldo, poi Marchini si presentano al limite dell’area piccola. Bianchi potrebbe interrompere la via Crucis, ma preferisce sbagliare il raddoppio tirando sul portiere, in stile Palermo-Torino di quest’anno. Alla terza volta al limite dell’area piccola, però, il Bologna segna: Calderoni esce scriteriatamente su Osvaldo e Di Vaio trasforma il rigore. La Maratona ribolle di rabbia, il settore ospiti ci ride in faccia. Come dicono i tifosi della Roma: “Mai na gioia”. In linea con questo spirito, la spaccata di Colombo, su cross splendido di Vailatti, non poteva non colpire la traversa. Finisce in parità, il punto di vantaggio rimane, ma i più scafati hanno già capito come finirà. E, purtroppo, finirà proprio così.

Rieccomi lì, al caldo, in coda, in corso Galileo Ferraris, a sentire i tifosi del Bologna che ci prendono per i fondelli, a ripensarci ogni tanto, a ripensarci tantissimo questa settimana. Vorrei che, almeno per un attimo, i giocatori potessero provare quello che ho provato in quel tardo pomeriggio. Quei cori nelle orecchie, le parole della dirigenza del Bologna, quel senso di sconforto troppo familiare. E con me tanti altri. Con quella sensazione in corpo, probabilmente, saremmo già 3-0 dopo un quarto d’ora e il tabù Olimpico verrebbe dimenticato in pochissimi istanti.

 

Di Francesco Bugnone

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