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Stavolta segna il Sansone giusto

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Che bello essere il match clou della domenica pomeriggio e che bello indossare l’abito delle migliori occasioni (divisa completamente granata, ovviamente): scendere in campo al “San Paolo”, non è proprio, con tutto il rispetto, come farlo al “Braglia” di Modena. Ma il Toro non sembra aver paura, anche se davanti c’è il Napoli. Non sembra aver paura, anche se rientra Cavani.

Non sembra avere paura nemmeno quando, dopo una manciata di minuti, il Napoli passa in vantaggio sugli sviluppi di una rimessa laterale, con Gazzi che si lascia scappare Hamsik e Gillet, che dimostra di essere umano, non riuscendo a neutralizzare il cross dello slovacco, lasciando al Matador una palla che non si può sbagliare.

 

Napoli Toro 2012  Gazzi
Napoli Toro 2012 Gazzi

Gli uomini di Ventura, infatti, non perdono il sangue freddo e continuano il loro gioco: possesso palla, ritmi non altissimi, ricerca delle fasce laterali, in attesa del momento giusto per piazzare il colpo. Ne esce fuori un match in cui il TORINO  si permette di stazionare nella metà campo della terza in classifica, sempre vincente in casa, di conquistare un sacco di angoli (alla fine saranno 11 contro 5), di rischiare zero in difesa, dove, tra l’altro, manca un certo Ogbonna, ma in molti se ne accorgeranno solo quando lo vedranno scattare dalla panchina esultante dopo l’1-1.

 

Nonostante ciò, però, fino allo scoccare del novantesimo, sembrava di assistere a un film già visto: si manovra bene, ma non si segna. Non si segna perché De Sanctis ci mette l’istinto su un colpo di testa di Bianchi ben pescato da Cerci, non si segna perché su alcune mischie manca anche un pizzico di fortuna, non si segna per alcune situazioni al limite del grottesco (Sgrigna, smarcato da Vives su punizione, liscia in maniera oratoriana a tu per tu col portiere, D’Ambrosio metterebbe in crisi Freud per spiegare come abbia potuto provare una sforbiciata, invece di metterla dentro di testa da pochi passi). E non serve a niente aver messo in difficoltà il Napoli,la squadra  che l’anno scorso aveva eliminato il Manchester City e quasi ripetuto l’impresa contro il Chelsea in Champions League, non serve a niente se non la butti dentro, serve soltanto ad avere qualche pacca sulla spalla quando servono punti per non farsi inghiottire dalle sabbie mobili di una classifica indecifrabile. Anzi, per poco non arriva il raddoppio in contropiede, con Hamsik che si divora una rete fatta.

Napoli Toro 2012 Gianluca Sansone Alessio Cerci
Napoli Toro 2012 Gianluca Sansone Alessio Cerci

 

Al novantesimo, però, per una volta, la sorte si decide di guardare dalla parte del Toro, un TORO passato dal 4-3-3 al 4-2-4, grazie a un’ottima lettura del match da parte di Ventura, un Toro che non molla e che sta pressando, rimanendo aggrappato alla partita, con la stesa caparbietà con cui Basha si era aggrappato a Pandev nella prima frazione.

La dea bendata decide che Aronica, appena entrato, passi sciaguratamente palla all’indietro senza accorgersi di Sansone, Sansone sempre invocato a ogni errore di Sgrigna e Meggiorini, Sansone che domenica scorsa veniva incredibilmente espulso e che, ora, può scrivere una pagina importantissima del campionato granata.

Sansone che scarta De Sanctis in scioltezza e che, con una porta che sembra rimpicciolirsi a vista d’occhio sia per lui (parole sue) che per i tifosi, deposita in rete, cambiando la storia della domenica, mantenendo lo zero alla voce “sconfitte esterne”, sconvolgendo i piani di chi stava già redigendo titoli sul “Matador” che mata il TORO, regalando un punto meritato, al di là della dinamica con cui è arrivato, ai suoi compagni. E, se Cerci, pochi secondi dopo, avesse alzato la testa per centrare meglio per Bianchi, col NAPOLI sotto shock, sarebbe addirittura arrivato un clamoroso successo. Arriva il punto, un bel punto, dopo l’altro bel punto nell’Olimpico laziale, e non credo di bestemmiare se dico che, in una delle due temutissime trasferte, avrebbero potuto benissimo essere tre. Impensabile quando, sette giorni fa, si stavano raccogliendo le macerie post-Parma. E adesso Mazzarri, uno che difficilmente dice bravo all’avversario, parla di grande partita fatta dal Torino.

 

Napoli Toro 2012 Errore di Aronica
Napoli Toro 2012 Errore di Aronica

Rispetto al pesante ko coi ducali, riconfermata la tenuta difensiva contro clienti come Klose e Cavani, il TORINO  ha sfruttato meglio le fasce (Cerci è in crescita, Santana, quando è entrato, ha dato fastidio, D’Ambrosio, cresciuto nella ripresa, si permette anche un paio di numeri brasiliani) e, uscito Sgrigna, deludente, nei 20’ di Sansone-Bianchi si è visto qualcosa di promettente in avanti, sebbene il rapporto col gol sia sempre litigioso. La cosa peggiore, dopo la doppia trasferta, sulla carta terribile, finisce con essere la classifica, mossa troppo lentamente. Per questo, sarà fondamentale sfatare il tabù interno già nel fondamentale scontro diretto contro il Bologna, perché se fuori, il Toro, è bello, dentro, con la Maratona che esplode di gioia, può e deve esserlo ancora di più.

 

Francesco Bugnone

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