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Paratissima c’est moi: solo cosi possiamo abituarci

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Ormai ci siamo quasi, dal 7 all’11 novembre torna Paratissima con la sua ottava edizione e dal nome Paratissima c’est MOI

Nata come manifestazione off di Artissima – come si legge sul sito ufficiale e come tutti i torinesi hanno avuto modo di notare.  Artissima, la grande fiera internazionale di arte contemporanea che dà lustro alla nostra città e poi Paratissima, che invece ha coinvolto la città e in particolare il quartiere di San Salvario, partecipando alla radicale trasformazione che lo ha visto protagonista.

Logo Paratissima Torino
Logo Paratissima Torino

Quest’anno Paratissima però si sdoppia.
Dopo essere diventata una delle manifestazioni artistiche di riferimento internazionale, con il pregio di lasciar campo libero a nuovi artisti nel senso più largo del termine ma anche a personalità già affermate che vogliono misurarsi con qualcosa di diverso, cambia location.
Non più san Salvario – dove peraltro si sono svolti vari eventi collaterali in “Preparatissima”- ma l’ex M.O.I. l’ex villaggio olimpico, sotto le Arcate. Un gioco di parole quindi tra la voglia di sottolineare il luogo che ospita la manifestazione e la volontà di sottolineare :”per dire che Paratissima è fatta per gli artisti ma soprattutto è fatta dagli artisti”.

Inizialmente questa scelta di chiudere Paratissima in un luogo chiuso non era piaciuta molto agli abitanti di San Salvario e in generali ai torinesi, legati alla manifestazione e poco inclini ai cambiamenti.
Ma dando un’occhiata alla pagina ufficiale di facebook si vede come si cerchi un continuo legame con il nuovo quartiere che la ospita, Borgo Filadelfia attraverso delle serrande dei negozi decorate da diversi artisti, in modo virtuale, e che vengono ciclicamente pubblicate sul social network.

 

Paratissima Design 2012
Paratissima Design 2012

Abbiamo detto che si sdoppia, infatti San Salvario ospiterà la “Chez San Salvario – il Distretto del Design a Paratissima”- , guardando alla produzione industriale da un punto comunicativo e sociale tra le persone.

Quindi due location, collegate dai pullman e non troppo lontane.

Staremo a vedere se riuscirà a mantenere ancora una volta le promesse degli anni precedenti, se riuscirà a fare uscire in Borgo Filadelfia il fermento culturale che è riuscita a strappar fuori da San Salvario, peraltro avvantaggiandosi della natura multiculturale di quest’ultimo.

Sicuramente Paratissima è qualcosa di cui come città dobbiamo andare orgogliosi, a prescindere: è una delle poche manifestazioni artistiche che coinvolge dal di dentro la città, in metro, nei bar, nei locali, per la strada.

Fa quello che dovrebbe fare l’arte ovvero essere alla portata di tutti.

Spesso poco comprensibile; ci sono opere davanti alle quali ci può scappare un sorriso o uno sguardo allibito ma di questo abbiamo bisogno.
L’arte abbiamo bisogno, di vederla, di viverla, di respirarla.
Solo cosi ci possiamo abituare ad essa.

 

A cura di Giulia Copersito

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