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Il Toro da trasferta piace di più

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camIL GLik
camIL GLik

Inizia che firmeresti per il pareggio, finisce che, probabilmente, quella penna avresti fatto meglio a non usarla: tipicamente da Toro, insomma.

Intendiamoci, il punto all’Olimpico con la Lazio è tutt’altro che da buttare, soprattutto per come si era arrivati alla partita, ma l’amaro in bocca rimane, sia perché una Lazio senza Hernanes e Ledesma perde parecchio potenziale, sia perché, sull’1-0, le occasioni per chiuderla ci sono state e sono state anche clamorose. Rimane, comunque, l’ìmbattibilità esterna e la difesa, dopo la bambola, con mille attenuanti, presa contro il Parma, torna a farsi valere, visto che Glik e Rodriguez sbagliano pochissimo davanti a un brutto cliente come Klose. A centrocampo, Gazzi è sempre più leader, mentre davanti la scarsa prolificità di Bianchi e Sgrigna ha finito, addirittura, per contagiare Cerci, che macchia un’ottima prestazione con un errore che grida vendetta al cielo.

Matteo Brighi (Lazio Toro)
Matteo Brighi (Lazio Toro)

> Ventura rispolvera il 4-2-4 per ripartire in contropiede e la mossa si rivela subito azzeccata, soprattutto per l’ispiratissimo Cerci che, fin dai primi minuti, sentendo aria di derby, morde sulla destra. Dopo 10’ i granata conquistano un corner e, dopo gli stucchevoli schemi del match contro il Parma, decidono di batterlo come Dio comanda: Glik ripaga con uno splendido colpo di testa che gela l’Olimpico. La gara si mette bene e i granata potrebbero colpire di rimessa, ma Sgrigna s’incarta, Bianchi fa a sportellate con chiunque (perdendo sistematicamente ogni duello) e la manovra diventa farraginosa, tra sponde e veli che vanificano tutto. Di contro, la Lazio, a causa delle citate assenze a centrocampo, ha poco idee e si fa vedere pericolosamente dalle parti di Gillet solo con Mauri e Candreva, perché i centrali granata mettono la museruola a Klose e Rocchi. Al termine della prima frazione, i granata potrebbero chiuderla: primo contropiede fatto bene con Sgrigna che mette Cerci davanti a Bizzarri. Il Thierry Henry di Valmontone, si ricorda, però, che per un arcano motivo il Toro non può battere le grandi e si fa recuperare palla da Bizzarri.

Camil Glik (Lazio Toro)
Camil Glik (Lazio Toro)

 

> Dopo essere andati a riposo smoccolando per il mancato raddoppio, gli uomini di Ventura ripartono molto bene e Cerci mette sulla testa di Santana la palla del raddoppio, ma invano: la sfera finisce fra le braccia di Bizzarri. Nel momento di maggior difficoltà, però, come un lampo, arriva il pareggio della Lazio: a siglarlo è Mauri, con una rasoiata dal limite che entra in porta con l’aiuto del palo. La partita cambia, la Lazio ci crede, ma il Toro non molla e, forse, la cosa più confortante della serata è questa, il non crollare, il non aver paura, il provare a ribattere: Rocchi fa paura un paio di volte, prima con un tiro sull’esterno della rete a porta vuota, poi con una botta ravvicinata su cui s’immola Rodriguez, ma anche i granata non sono da meno, con la fascia destra sfruttata bene non solo da Cerci, ma anche da un bravissimo Darmian che cancella gli svarioni col Parma. Peccato che Bianchi, tra palloni ciccati da ottima posizione e tiri deboli, non si faccia mai trovare pronto alla zampata vincente.

Lazio Toro 1- 1
Lazio Toro 1- 1

 

Si arriva al 90’ con pochi patemi, ma quelli maggiori li da la classifica, ancora troppo corta e pericolosa, a cui, probabilmente, mancano tre-quattro punti, quelli che, discorso vecchio, con un regista da affiancare a Gazzi e una punta come si deve, ma anche con un pizzico di buona sorte in più (Bergamo a parte, la dea bendata ha spesso guardato altrove) sarebbero in cassaforte e ci farebbero parlare di tutt’altro campionato.

Domenica, contro un Napoli arrabbiato, sarà durissima, ma, con la grinta e la determinazione mostrate a Roma, la sconfitta potrebbe non essere un fatto scontato.

Francesco Bugnone

 

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