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Bacialè: l’agenzia che combinava i matrimoni dei contadini piemontesi

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Bacialè: l'agenzia che combinava i matrimoni dei contadini piemontesi
Bacialè: l'agenzia che combinava i matrimoni dei contadini piemontesi

L’evoluzione delle parole segue a volte percorsi tortuosi e spesso inspiegabili.

È il caso ad esempio del “bacialè”, il sensale di matrimoni piemontese, figura scomparsa in tempi non così remoti.

Prima di affrontare le “competenze” del bacialè conviene fare un lungo passo indietro, fino al Medioevo quando la parola baccelliere, bachelor in inglese, bachelier in francese e baccellarius identificava il cavaliere fresco di investitura o lo studente universitario al termine del suo percorso di studi (generalmente in teologia).

Da quest’ultima accezione quelle di baccalaureato, bachelor’s degree (l’equivalente inglese della nostra laurea triennale) e baccalauréat (il diploma francese).

Perfino Dante cita la figura del baccelliere nel XXIV canto della Divina Commedia.

Come invece questo termine sia passato, opportunamente adattato, a definire in Piemonte e soprattutto nelle campagna il sensale o mediatore matrimoniale non è dato sapere.

Bacialè: l'agenzia che combinava i matrimoni dei contadini piemontesi

 

Sta di fatto che nel Piemonte contadino del passato questo soggetto si offriva di combinare i matrimoni.

Unioni che non si basavano certo sull’amore o sull’attrazione fisica, né sul consenso tra i due coniugi quanto piuttosto sulle qualità e sulla quantità dei beni dotali. Si, avete capito bene, siamo ancora ai tempi in cui una donna si prendeva in sposa dando alla sua famiglia una o più vacche, pecore e tutto quanto nel mondo contadino poteva costituire merce di scambio.

Il bacialè non svolgeva soltanto questa particolare professione, antesignana delle moderne agenzie matrimoniali, ma la affiancava a mestieri sicuramente più redditizi ed itineranti come il commerciante di bestiame o di vini, il cercatore di funghi o tartufi.

Bacialè: l'agenzia che combinava i matrimoni dei contadini piemontesi

Tra le competenze del bacialè anche quella di cercare di accasare quelle donne, già in là negli anni che abitavano magari in cascinali isolati e lontani dai grandi agglomerati urbani, le quali spesso rischiavano di rimanere senza marito.

La mediazione era molto semplice. Il sensale si presentava alla famiglia della ragazza con il futuro marito e dopo una veloce verifica delle condizioni economiche della famiglia stessa si provvedeva a concludere.

Una volta pronunciato il si, il bacialè era liberato da qualsiasi obbligo o incombenza e quel che sarebbe eventualmente successo dopo il matrimonio non lo riguardava più.

Se pensate che queste usanze siano confinate ad un passato lontano vi sbagliate perché le ultime notizie sui bacialè risalgono al non certo remoto 1968, anno in cui a Guarene in provincia di Cuneo si svolse l’ultimo convegno dei bacialè.

E se avete qualche nonno cresciuto nelle campagne piemontesi potrebbe raccontarvi molto su questa curiosa figura.

 

Alessandro Porro

 

 

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