Home Spor-to Toro – Parma: la partita dell’altro Sansone

Toro – Parma: la partita dell’altro Sansone

5
SHARE
Curva Maratona Toro calcio Torino
Curva Maratona Toro calcio Torino

Da diciassette anni, salvo qualche sporadica parentesi, il Torino si trova immerso in una serie di film dell’orrore, il cui numero fa impallidire quello dei sequel di “Nightmare” o “Venerdì 13”. In quest’episodio, contro il Parma, la sorte si è proprio sbizzarrita a sbeffeggiare i già provati tifosi granata: segna il Sansone sbagliato, dopo che quello giusto, che tutti aspettavano, è stato espulso, e un minuto dopo raddoppia l’odiato ex juventino Amauri. A questo punto, dopo aver testato un nuovo modo di farsi male, il sipario è calato su un Olimpico reso ancora più gelido dall’uno-due parmigiano, lasciando il pubblico con il familiare, e orrendo, sapore dell’ennesima partita della svolta fallita.

Torino parma 1- 3
Torino parma 1- 3

Un grosso ruolo, nell’ennesimo ko interno granata (tre su cinque incontri, di cui due contro pari peso), l’ha giocato il signor Giacomelli di Trieste. Non tutte le decisioni arbitrali sbagliate sono uguali, non tutte condizionano le partite, ma alcune lo fanno e chi lo nega, generalmente, la decisione ce l’ha avuta a favore. Il fischio del direttore di gara al 53’, è di quelli che cambiano tutto: l’attesissimo Sansone, autore di un grande avvio di ripresa, dopo un primo tempo poco in evidenza, ruba palla , entra in area da sinistra e va giù dopo uno scontro fortuito con un avversario. Non è rigore, nemmeno simulazione, ma l’ex giocatore del Sassuolo viene ammonito per la seconda volta e deve uscire anzitempo, mentre Rosi, per un episodio analogo, non si era visto sventolare in faccia nessun cartellino. Così come, poco dopo, non se lo vedrà sventolare neanche il già ammonito Lucarelli, per un fallo a centrocampo.  Il Torino, che stava spingendo, si ritrova con l’uomo in meno e il Parma, con pragmatismo e un buon tasso tecnico, può aspettare il momento giusto per colpire, che, come detto, arriverà di lì a poco.

Gianluca Sansone
Gianluca Sansone

Rimanere in dieci è stato pesantissimo, ma il Toro ci ha messo del suo. Al momento della battaglia vera, dopo il “rosso”, non c’è stata nessuna reazione grintosa, e ,dopo la rete del vantaggio ducale, per la prima volta sotto Ventura, si è sbracato. Difesa in bambola totale e anche giocatori che, generalmente, mantengono sangue freddo, come Darmian, si sono ritrovati catapultati in una puntata di Mai dire Gol. Nemmeno l’immediato raddoppio di Amauri, su cross di un liberissimo Marchionni, ha scosso i padroni di casa, che non hanno nemmeno in campo la disperazione necessaria per tentare il miracolo, continuando a tocchettare a centrocampo, e finendo col prendere il terzo gol da Rosi, dopo un’altra terrificante sequela di errori difensivi.

Anche per questo, dopo gli applausi delle precedenti sconfitte, stavolta la Maratona ha fischiato.

Se la difesa patisce oltremodo l’assenza di Ogbonna, rischiando già nel primo tempo, quando Amauri spreca clamorosamente l’assist di Biabiany, l’attacco continua a faticare, seppur, soprattutto all’inizio delle due frazioni, le occasioni siano arrivate, anche grazie a discrete trame. Sono piovuti i cross dalle fasce,  paradossalmente latitanti con in campo Bianchi, oggi in panchina per motivi di turnover, ci sono stati buoni inserimenti dei terzini, ma manca ancora l’apporto offensivo del centrocampo (Vives spento, Brighi protagonista di alcune conclusioni di livello parrocchiale). Cerci, entrato nella ripresa per uno Stevanovic, nuovamente intermittente, non alza il livello ed è ben lontano dal salvatore della patria sperato. E, così, l’unica rete arriva a tempo scaduto, siglato dal subentrato Basha, che, per l’impegno profuso ogni volta che viene chiamato in causa, avrebbe meritato ben altro tipo di primo gol nella massima serie.

Giampiero Ventura
Giampiero Ventura

I prossimi impegni sono, sulla carta, proibitivi: Lazio e Napoli fuori casa, in quattro giorni. Analizzando le ultime sfide, razionalmente, le possibilità di non tornare a casa a bocca asciutta sono poche. Però sarebbe bello se, qualcuno, cambiasse genere cinematografico, e, invece di girare l’ennesimo horror di bassa lega, si optasse per un “La vita è bella” in salsa granata. Giusto per sapere l’effetto che fa.

 

Francesco Bugnone

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here