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Torino: la maledizione d’Argento su piazza Cln

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Torino: la maledizione d’Argento su piazza Cln
Torino: la maledizione d’Argento su piazza Cln

Che esistano maledizioni o anatemi è pressoché assurdo, ma che alle volte ci troviamo di fronte a circostanze strane e che spesso hanno connotati tristi o negativi è frequente. Soprattutto a Torino.

Una delle “maledizioni” più recenti è ben visibile in piazza CLN, dal lato della statua del Po, per precisione.

Chi ha visto almeno una volta quel capolavoro di Dario Argento chiamato Profondo rosso non può non associare questa zona alle disavventure dei protagonisti della pellicola.

È proprio qui infatti che avviene il primo omicidio, nella parte sopraelevata che connette l’edificio residenziale ai portici.

Per rendere più adatta la zona alla narrazione venne ricreato tra le colonne del porticato un locale, il Blue Bar, che appare numerosissime volte durante il film.

Piazza CLN, oscura e silenziosa come non mai, è un perfetto palcoscenico per la narrazione di Argento.

Dall’epoca delle riprese, fino a fine anni ’90, l’area in questione ha vissuto un pieno fermento economico, creando con l’area pedonale di via Buozzi da una parte, e La Rinascente di via Lagrange dall’altra, un’isola commerciale di grande rilievo.

Torino: la maledizione d’Argento su piazza Cln

 

Negli anni sotto i portici si sono avvicendati bar, ristoranti, banche, negozi di abbigliamento di alta classe e persino locali alla moda, tra cui, in tempi recenti, il Millionaire.

Tutte queste attività sono tuttavia pian piano sparite in maniera più o meno improvvisa, fino a creare un vero e proprio corridoio fantasma all’interno del centro città.

Chi passa ora nella parte della statua del Po della piazza, non può non notare un’incoerenza rispetto al movimento del centro, così come la disarmante totalità di locali sfitti.

E da un solo lato poi, mentre dalla parte opposta negozi di alti marchi e mediastore resistono.

Non è strano allora domandarsi se esista una sorta di retaggio mentale inconscio da parte di chi ha visto Profondo rosso ed un rifiuto dovuto a quelle belle e terribili immagini che Dario Argento ha dipinto sulla pellicola.

La domanda resta senza risposta e nemmeno la scusa che si sente, “l’affitto lì è caro”, sembra avere un senso, dati i costi astronomici dall’area che va da Porta Nuova a piazza Castello.

Forse è nata una nuova leggenda metropolitana a Torino, dove i miti nascono e muoiono per poi ritornare ancora con una facilità disarmante.

 

Michele Albera

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