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Hyemin Ro: “Dentro c’è anima”.

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Tutti abbiamo la nostra collana del cuore.

Un piccolo gingillo che portiamo al collo sempre, magari senza un grande valore economico ma che ci dà sicurezza e che ci ricorda un episodio, una persona o un momento della nostra vita. Ma abbiamo mai pensato di avere una collana “in cui dentro c’è la nostra anima”?

Ora possiamo ed è l’idea di una giovane interior designer sud-koreana, torinese d’adozione, di nome Hyemin Ro.

Hyemin Ro: “Dentro c’è anima”.
Hyemin Ro: “Dentro c’è anima”.

Le sue creazioni con nomi che ricordano le sue origini, sono di ottone con inserti in ceramica o legno.

Magari non particolarmente preziose dal punto di vista dei materiali, queste hanno un altro valore. Hanno il valore di essere assolutamente personali e create su misura per chi le indossa.

Hyemin racconta come per creare lei abbia bisogno di parlare, chiacchierare ed eventualmente prendere un caffè con i suoi clienti, creare un legame con loro prima di creare un oggetto.

Le due cose non possono essere scisse.

La sua scelta è quella di tirar fuori il carattere e l’indole di una persona per poi riassumerla e racchiuderla in una collana.

Hyemin Ro: “Dentro c’è anima”.
Hyemin Ro: “Dentro c’è anima”.

Se una persona è molto agitata, la volontà è quella di creare una collana che rappresenti la sua parte calma, se una persona appare molto calma l’idea è quella di far esaltare la sua parte più agitata.

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Come se la collana equilibrasse il “dentro” e il “fuori” di ognuno di noi.

E in questo ci riesce benissimo.

Hyemin Ro: “Dentro c’è anima”.
Hyemin Ro: “Dentro c’è anima”.

Venerdì 19 ottobre è stata organizzata una piccola esposizione dei suoi gioielli; in una drogheria dal respiro parigino dal nome evocativo “Si Vu Plè”, in san Salvario, tutto il suo mondo era perfettamente integrato con l’ambiente culinario, creando un naturale e decisamente convincente connubio cibo-arte.

Le sue collane legate ai piatti appesi al muro e i loro nomi, in koreano, creavano un collegamento diretto tra tradizione orientale e le più tradizionali convenzioni occidentali.

Sejul, gayul, ium, appa, dari, chiu, pezzo, semo: parole che a noi non dicono nulla ma che, di chiara origine sud-koreana, hanno generato un forte legame tra l’artista e le sue creazioni, ognuna con una sua storia.

Da segnalare “Pezzo” con ciondolo in ottone e inserto in legno da staccare e usare per i tavoli che traballano sottolineando il background di designer e “Appa” che significa “papà” ed è caratterizzata da un bullone che ricorda l’infanzia di Hyemin Ro e la fabbrica di suo padre.

Insomma, nell’era in cui siamo abituati alla produzione in serie, in cui ci siamo assuefatti alla grande distribuzione e siamo soliti comprare attraverso l’e-commerce, senza toccare prima di acquistare indirizzandoci al consumismo più sfrenato, con un solo click, l’idea di prendere qualcosa da bere con una persona creativa e piacevole e, a fine serata, alzarci dal tavolo con il ricordo di questo incontro, sotto forma di collana, può essere spaventoso ma emozionante allo stesso tempo.

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Un momento per prendere il nostro tempo e tirar fuori la nostra anima.

Proviamoci allora.

È possibile conoscere Hyemin attraverso la sua mail: info@hyeminro.com oppure se passate da Porta Nuova, durante i giorni di Paratissima, lei sarà, con il suo sorriso e la sua disarmante timida educazione orientale, pronta a regalarvi un po’ della sua creatività.

Giulia Copersito

 



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