Home Spor-to Toro: un insuperabile Gillet e forse qualche rimpianto!

Toro: un insuperabile Gillet e forse qualche rimpianto!

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Gilet Palermo Toro
Gilet Palermo Toro

Puoi avere il portiere come tuo miglior uomo in campo e, comunque, rimpiangere una mancata vittoria contro un’avversaria messa in difficoltà per gran parte della ripresa? Puoi subire tanti tiri in porta, ma poter affermare di avere corso veri pericoli nei sedici metri solo negli ultimi 10’? Puoi avere una difesa rabberciata che, però, se la cava bene e, al tempo stesso, ritrovarti con tutti gli attaccanti sani che, però, hanno lo stesso rapporto con il gol che avrebbe un ruvido terzinaccio? E Bianchi è il salvatore della patria che, senza i suoi gol, chissà dove saremmo o il grande bluff che, al momento di segnare, su azione, un gol che orienti la partita e faccia svoltare i granata (oggi tristemente in blu), tira addosso al portiere? Sansone non gioca per capriccio o perché, visto che Ventura lo vede tutta la settimana, non è ancora pronto sul serio? E, soprattutto, questo benedetto bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Palermo-Torino rinnova i dubbi amletici ai tifosi piemontesi e l’unica risposta possibile, mentre ci si accosta al lunedì masticando amaro, sembra citare il titolo di un libro di Paolo Sorrentino: “Hanno tutti ragione”.

Giampiero Ventura
Giampiero Ventura

 

Chi avesse visto solo gli highlights (o chi avesse ascoltato Gasperini), potrebbe pensare a una gara a senso unico, ma non è stato così. Le tante belle parate di Gillet nel primo tempo, infatti, sono venute su tiri da fuori area: segno di un centrocampo granata, seppur a tre, in difficoltà, ma di una difesa che, completamente inedita per le assenze pesantissime di Darmian, Glik e Ogbonna, ha concesso pochissimo nei sedici metri. Il portiere belga, da vicino, si è dovuto preoccupare di un paio di inserimenti, ricchi di rimpalli, di Giorgi e Morganella e di un colpo di testa di Munoz. Intendiamoci, nonostante la buona prova dell’inedita difesa, per 40’il Toro ha giocato male, con un centrocampo in difficoltà e un tridente Meggiorini-Bianchi-Cerci che definire evanescente è un complimenta. Dalla parte opposta, però, i rosanero patiscono la panchina di Miccoli e l’imberbe Dybala non è meglio dei suoi omologhi granata.

Palermo Torino 0-0
Palermo Torino 0-0

Verso la fine del primo tempo, però, il Torino potrebbe punire i rosanero: da Meggiorini a Gazzi che è bravissimo a mettere Bianchi solo davanti a Ujkani. Il capitano decide di far continuare l’eterna lotta fra i suoi detrattori e i suoi sostenitori, sparando addosso al portiere il pallone che poteva cambiare il match. E, in realtà, un po’ la cambia comunque, perché il Toro, nella ripresa, sembra più convinto e una trasferta temuta alla vigilia (a causa delle succitate assenze difensive e di un Palermo in ripresa dopo un difficile inizio di campionato), potrebbe addirittura trasformarsi in colpaccio. Il Toro ha buone situazioni in superiorità numerica, ma, a questo punto, riemerge il grottesco rapporto dei granata con la via della rete in questo avvio di campionato, che è poi quello che sta lasciando più di tutti l’amaro in bocca a tutto l’ambiente: Meggiorini s’incarta, sbaglia uno stop da posizione favorevolissima dopo un pregevole lancio di Stevanovic (entrato per un opaco Cerci), su un pallone vagante in area cade come su una buccia di banana. Sgrigna, che gli subentra, vanifica un altro pallone d’oro di Stevanovic, sbagliando il controllo, e non riuscendo a girarsi. Bianchi si danna l’anima a vuoto, prendendone poche di testa, e Sansone langue in panchina, per di più con un cambio a disposizione. Alla fin fine, l’unico che centra la porta è Masiello, con un maligno sinistro da fuori, su cui Ujkani si salva con difficoltà.

Gli ultimi minuti, per i granata, sono i più difficili, con Rodriguez e Di Cesare molto stanchi e lo spauracchio Miccoli che, entrato a inizio di ripresa, rimane sempre pericolosissimo, seppur non al meglio. Il Palermo, poco pungente per tutto il secondo tempo, ne approfitta per creare le due occasioni più grosse del match con Ilicic (la prima davvero clamorosa, la seconda leggermente meno), ma lo sloveno si dimostra lontano da quello che impressionò tutti due anni fa e spreca.

Donati ( ex della sfida)
Donati ( ex della sfida)

I numeri dicono che il Toro è imbattuto fuori casa e ha la seconda miglior difesa della massima serie, fatto rimarchevole per una neopromossa, che la dice lunga sull’ottimo lavoro fatto da Ventura. Le cifre dicono anche, però, che, escluse le goleade contro Pescara e Atalanta, nelle altre sei partite, i granata hanno fatto solo un gol su rigore. Dato allarmante che dovrebbe far pensare a qualche soluzione alternative a quelle adottate (oltre al citatissimo Sansone, si potrebbe provare Diop o schierare Cerci seconda punta), ben consci che salvatori della patria non ce ne sono, ma giocatori che, quando entrano in area, possano  dar fastidio alle difese e far deflagrare un urlo troppo spesso strozzato in gola, sì. Per ora i granata sono nella parte sinistra di una classifica cortissima e il Parma arriva in un momento delicatio: non parliamo di esame di maturità o bivio fondamentale o partita della svolta, perché abbiamo visto che porta male, proviamo a vedere se “scoglio importante” funziona e se domenica la Maratona, al triplice fischio dell’arbitro, avrà qualche dubbio amletico in meno, e molti sorrisi in più, per affrontare a testa ancora più alta il lunedì.

di Francesco Bugnone

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