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Verso il Cagliari dopo un settimana da Dio

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stadio Olimpico Torino
stadio Olimpico Torino

Come ci si avvicina al fondamentale (e difficile) match contro il Cagliari? E non parlo della squadra, ma dei tifosi. Infatti, questa settimana, gli appassionati granata hanno vissuto la classica settimana da Dio, a cui non erano più abituati. Scambi di occhiate complici, sorrisi inebetiti, occhiaie per aver visto e rivisto i gol.

uesta situazione inusuale, dovuta al 5-1 di Bergamo, è stata affrontata nei modi più disparati, che, mi sembra giusto, analizzare insieme:

 

 

MODALITA’ PIEDI PER TERRA: sin dal triplice fischio di Massa, chi ha innestato tale modalità, ha detto a tutti (tifosi come lui, amici, parenti, estranei sull’autobus, talvolta persino al suo pizzicagnolo) che, fino al 60’, “avevamo giocato male”, che “ci avevano messo sotto”, che “è contento, ma non bisogna montarsi la testa, che contro il Cagliari è dura”. Poi, terminata la litania, il nostro è andato al punto Snai più vicino per scommettere sul piazzamento in Champions League del Toro.

 

Giampiero Ventura
Giampiero Ventura

MODALITA’ REVANCHISTA: detta anche modalità dell’ “avete visto?”. Chi ha optato per questo profilo, già sul 4-1, in barba a ogni scaramanzia, si è fiondato su forum ha gettare contumelie su chiunque avesse palesato dubbi sulla campagna acquisti del Torino, sulla forma fisica di Bianchi, sull’acconciatura di Cerci o sulla spietata corte che Meggiorini fa a Emma Marrone tramite Twitter, generando rissoni virtuali degni del miglior troll. Verso le 22,30, ormai bannato da qualsiasi social network, i familiari lo fanno addormentare, costringendolo a rivedere Torino-Venezia 0-0 (stagione 2003-2004, partita di rara bruttezza, io c’ero).

 

Rolando Bianchi 70 gol nel Toro
Rolando Bianchi 70 gol nel Toro

 

MODALITA’ “MAI CUNTENT”:  sebbene questo profilo interessi i tifosi più attempati (65-80 anni), sta prendendo piede anche in fasce d’età inferiori. Gli appartenenti a questa scuola di pensiero, sostengono tesi fra loro contraddittorie, ma con il comun denominatore di non essere mai contenti di ciò che combinano le maglie granata. Contro la Sampdoria “non siamo stati cinici”, contro l’Udinese “ma che pali e pali? Abbiamo giocato male e abbiamo rischiato di perdere nel recupero, smettiamola di prendercela con la sfortuna”, contro l’Atalanta “abbiamo avuto culo, perché hanno preso due traverse e ci è andata bene che abbiamo segnato ogni volta che attaccavamo”. Il discorso prosegue, in genere, ricordando giocatori del passato, che vengono rimpianti e dipinti come fenomeni, ma che, ai tempi,  avevano sicuramente contestato, poi, all’improvviso, l’arma finale, “La” frase del “Mai Cuntent”.“Potevano tenerne qualcuno (riferito ai gol) per il Cagliari” Da anni cerco di trovare un senso a questa frase.

Forse,  secondo qualche legge della fisica quantistica, se decidi appositamente di smettere di segnare, avrai automaticamente due reti nella gara successiva? O lo farà la Provvidenza divina, perché hai dimostrato il buon cuore di non infierire? Non sono mai riusciti a spiegarmelo, ma sembrano convintissimi di quest’assunto.

 

Alessandro Sgrigna
Alessandro Sgrigna

MODALITA’ SMARGIASSO:  qualcuno ha l’attenuante della giovane età (primo risultato roboante della sua vita), qualcuno meno, ma gli smargiassi, dopo il 5-1, si sono lanciati in un deliriro di onnipotenza irrefrenabile. L’Europa League è già sicura, Bianchi capocannoniere, Glik in nazionale, Sgrigna megl e Pelè. Il derby, ovviamente, sarà una passeggiata di salute, coi cavalli dei cosacchi, in maglia granata, che si abbevereranno alla fontana dello Juventus Stadium. In questi giorni, alcuni di loro, sono stati costretti a camminare con le scarpe antinfortunistiche, altrimenti sarebbero volati via.

 

Camil Glik
Camil Glik

Qualunque sia la vostra modalità, domenica alle tre si torna in trincea contro l’infido Cagliari, che, nonostante alcune buone individualità (su tutti Nainggolan e Pinilla), si ritrova a fondo classifica. I sardi arriveranno a Torino con un cambio alla guida tecnica, che i più scaramantici vedono già come un ostacolo verso i tre punti, per la legge non scritta della “scossa” post-esonero.

Ecco, a questo proposito volevo solo ricordare gli esordi da subentrati di Reja (0-4 in casa col Venezia, match imbarazzante), Ulivieri (0-2 in casa col Brescia, con Micillo che diventò Jascin e il solito gol di Tare. Nel match prima, con in panca Zaccarelli per Camolese, si perse a Reggio, col solito gol di Bogdani, allegria), De Biasi bis (0-1 in casa con l’Inter), Novellino bis (appassionante sconfitta 5-2 a Bologna, gol fantasma di Natali sull’1-0 per il Toro, ma soprattutto miglior partita in rossoblù di Bernacci ed è tutto detto), Camolese bis (sconfitta a Palermo 1-0, con un palo colpito da Dzemaili che trema ancora adesso), Papadopulo (simpatico 0-2 in casa col Livorno di Novellino e Tavano). Sperando di aver sfatato il mito della “scossa”, ci si rimette all’abilità di Ventura nel preparare un incontro che potrebbe regalare una sosta con vista sul lato sinistro della classifica. Sarebbe bello, anche solo per vedere quali altre modalità si inventeranno i tifosi del Toro nelle prossime due settimane.

 

Francesco Bugnone

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