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La Mole è… mia!

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storia Mole Antonelliana Torino
storia Mole Antonelliana Torino

Siccome scrivere della Mole Antonelliana mi ha creato negli ultimi mesi un po’ della cosiddetta “ansia da prestazione”, ho messo da parte quest’argomento per qualche tempo ,nella speranza che mi venisse la famigerata ispirazione.

Continuo, però,  ancora oggi, a non sentirmi particolarmente pronta.

Ho provato a scrivere semplicemente della sua storia, di come la sua costruzione fosse iniziata nel 1863 come edificio destinato a Sinagoga a seguito della concessione della libertà di culto alle religioni non cattoliche. E ancora dei vari problemi strutturali di cui ha risentito durante e dopo la sua costruzione, del fatto che rappresentasse un altro record torinese in quanto l’edificio in muratura più alto d’Europa (ahinoi non lo è più!!)

Guardandola ogni mattina dalla mia finestra, ho cercato un modo per scrivere di questo edificio cosi particolare che non merita, a parer mio, una descrizione banale.
Tante idee e una perenne pagina bianca davanti agli occhi.

Poi mi sono chiesta: qual è il modo migliore per parlare dell’edificio simbolo della mia città, del monumento con cui Torino viene rappresentata da anni pur, probabilmente, non essendo una vera e propria bellezza?

 

Mole Antonelliana ( foto di A. M.)
Mole Antonelliana ( foto di A. M.)

Ed ecco quello che reputo ora il modo migliore per parlarne: niente dati storici, niente nozioni architettoniche e decorative, niente informazioni sul Museo del Cinema ma semplicemente tanti aggettivi di coloro che la vedono e la “sentono” tutti i giorni mentre vanno all’università , al lavoro, si dedicano allo shopping, la vedono al mattino quando si affacciano alla finestra di casa o dell’ufficio.
Ho chiesto ai miei amici su facebook e su whatsup, di persona e via mail questa cosa apparentemente banalissima. Meravigliata, mi sono ritrovata a leggere i loro aggettivi corredati, talvolta, di ragionata spiegazione.

Da semplice richiesta di aiuto si è trasformata in un nuovo racconto delle tante vite “vissute piano sullo sfondo”.
Un elenco dei torinesi, e non, che provano a trovare una parola per la “NOSTRA” Mole, per il simbolo dei simboli torinesi.
A questo punto non ha avuto più senso fare ragionamenti troppo strani e complicati ma è stato naturale semplicemente scriverla questa lista:
antonelliana, grigia, malinconica, maestosa, torinese, monarchica, sabauda, affascinante, simbolica, familiare, imponente, a punta, magica, alta, statica, fredda, parigina, strepitosa, banale, luminosa, angelica, inaspettata, triste, bellissima, esasperante…. e si potrebbe continuare, no?

Ne aggiungo uno io: defilata.
È cosi la nostra cara Mole: quasi nascosta tra i palazzi e le vie pedonali.
Lei si che è una vera torinese.

Giulia Copersito

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