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Torino in the sky…line

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Torino guarda in alto. O guarderà in alto in futuro.

Non è un eufemismo, ma quello che, al netto delle proteste di ambientalisti e movimenti di opinione, potrebbe essere il futuro della nostra città nei prossimi anni.

Tutti conoscono la storia del grattacielo Intesa Sanpaolo, che sorge nell’area di corso Inghilterra e che dovrebbe essere ultimato il prossimo anno: 166 metri, solo due meno della Mole.

Torino in the sky...line

Insomma, una costruzione che dovrebbe cambiare per sempre lo skyline di Torino.

O meglio, cominciare a dotarla di un vero e proprio skyline, se si pensa che Mole a parte le costruzioni più alte finora sono la torre Littoria di piazza Castello e, udite udite, i due pennoni dello Juventus Stadium.

Dovrebbero essere invece 209 i metri del grattacielo della Regione Piemonte, opera mastodontica i cui cantieri sono visibili in zona Lingotto-Millefonti, nell’area ex Fiat Avio, e che dovrebbe costare la bellezza di circa un milione di euro al metro.

 

Un’opera che, in tempi di crisi, non ha lasciato silenziosi cittadini, ma che per ora sembra ancora godere del placet della giunta Cota: ancora a fine luglio l’assessore regionale al Patrimonio Giovanna Quaglia ne ricordava i benefici, affermando che «Saranno risparmiati tutti gli affitti degli uffici sparsi in città.

Daremo vita a una nuova immagine del quartiere, poiché l’intera area ex Fiat Avio sarà riqualificata. Credo sia anche importante sottolineare la partecipazione di imprese piemontesi a questo progetto.

Il Piemonte non ha bisogno di polemiche ma di guardare al futuro e di programmarsi per opere che possano qualificare il territorio».

E non basta: è in corso e sta per scadere l’asta per i diritti di costruzione del nuovo grattacielo di Pora Susa, mentre sono ancora fermi i progetti per la costruzione di due torri che, nell’idea di qualche anno fa, sarebbero dovuti sorgere nell’area ex Materferro.

Parliamo della Spina 1, proprio vicino all’ormai noto Igloo di Merz. Anche in questo caso, come sempre accade, i cittadini non hanno accettato passivamente i progetti, ma spesso si sono organizzati. I comitati di cittadini contrari alle costruzioni delle grandi opere si ritrovano, discutono, protestano e portano le loro istanze da anni: come sempre sono presenti anche sul web.

non grattiamo il cielo di Torino

Fra tutti si segnala il comitato “Non grattiamo il cielo” (http://www.nongrattiamoilcielo.org), che ha commissionato nel 2010 all’associazione Target un sondaggio d’opinione secondo il quale ben due torinesi su tre sarebbero contrari alla costruzione delle grandi (e soprattutto alte) opere edilizie (i risultati dell’inchiesta su http://www.effettoterra.org/documenti/ambiente/notizie/due_torinesi_su_tre_contrari_ai_grattacieli_in_citta.html).

E voi, siete contenti di sapere che presto la Mole non dominerà più il nostro skyline?

Andrea Besenzoni

 

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