Home Cinema Torino ed i Poliziotteschi

Torino ed i Poliziotteschi

463
SHARE

C’era un genere del tutto nostrano che ha solcato gli anni ’70 ed ’80 al pari dei mitici spaghetti western e delle commedie sexy all’italiana

A differenza degli altri due filoni però, questo ha subito fortune alterne, finendo poi ingiustamente nel dimenticatoio. Il genere noir italiano, divenuto famoso col termine un po’ dispregiativo di “poliziottesco”, è stato riscoperto e rivalutato col tempo soprattutto oltreoceano, anche grazie all’interesse suscitato dalle possenti colonne sonore, spesso scritte ed orchestrate dal maestro Franco Micalizzi.

Il tema principale di questi film trovava perno nell’investigatore di turno che, in uno scenario di degrado morale e sociale, diventava un vero e proprio giustiziere-eroe, allontanando l’interesse dai risvolti della trama e dai colpi di scena dei canoni giallistici.

I poliziotteschi ambientati a Torino, quasi tutti figli di coproduzioni internazionali, sono stati diversi e la cosa più interessante è che molti di questi prendevano spunto da veri fatti di cronaca dell’epoca.

Tra i film del filone ambientati sotto la Mole ricordiamo: “Torino nera”, pellicola del 1972  diretta da Carlo Lizzani con Bud Spencer, “Torino violenta” del 1977 e “Tony, l’altra faccia della Torino violenta” del 1980, entrambi diretti da Carlo Ausino.

 

Torino Violenta genere poliziottesco

Il successo di queste opere all’epoca fu esorbitante. Tanto per fare un esempio “Torino violenta”, costato appena 60 milioni di lire, incassò venti volte tanto (circa 1 miliardo e 300 milioni).

La capacità di queste pellicole di far immedesimare il pubblico era incontestabile. Non vi erano soltanto gli sfondi delle città italiane a rendere credibili le narrazioni per immagini, ma anche e soprattutto le trame, vicine alla realtà quotidiana.

Non era strano vedere in questi film omicidi perpetrati durante una partita del Torino calcio o vedere magari, proprio la sala cinematografica in cui il film stesso veniva proiettato (come nel caso del cinema Ideal, vicino a piazza Statuto).

Pur essendo diventato un genere ormai di nicchia il poliziottesco non smette ancora oggi di fare scuola.

Uno dei migliori mediometraggi usciti da Torino negli ultimi anni rende proprio omaggio a quest’epoca della cinematografia italiana. “Calibro 70” del giovane talento torinese Alessandro Rota, grazie ad un’ottima trama ed un cast di eccezione in cui spicca Luca Ward, racconta una vicenda che passa da film a tributo con naturalezza ed uno stile impeccabile.

Se siete veri cultori del genere e amate le curiosità, consigliamo di andare a farvi tagliare i capelli dal barbiere che si trova in via Verdi, poco distante da palazzo Nuovo.

Probabilmente riconoscerete il volto del proprietario, il signor Natale, che per molti resta “il bandito” di Torino Violenta di Carlo Ausino.

 

 Michele Albera

 

calibro70
calibro70

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here