Home Arte La Galleria Subalpina: un passaggio “non obbligato”.

La Galleria Subalpina: un passaggio “non obbligato”.

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galleria subalpina torino
galleria subalpina torino

C’è un luogo  a Torino in cui di solito ci si rifugia per scappare dalla confusione del passeggio del sabato pomeriggio, un posto in cui si preferisce passare “per tagliare” e risparmiare tempo, uno spazio  dove ci si immerge in una dimensione silenziosa e rilassante, quasi ovattata.

Questa è la Galleria Subalpina Torino.

Ci sono tre gallerie in città: questa però può essere considerata la più centrale ed elegante.

Deve il suo nome alla Banca Industriale Subalpina la quale ha avuto gli oneri di spesa per la costruzione.

galleria subalpina torino
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Si tratta di un elegante passaggio nato dalla matita dell’architetto Carrera, un gioiellino architettonico di vetro, acciaio e marmo lungo poco meno di 50 metri e largo 40.

Costruito nel 1873 e inaugurato il 30 settembre 1874 è abbellito dagli ornati di ispirazione rinascimentale e barocca dei fratelli Loro e del maestro Piattini e le parti marmoree scolpite dalle mani di Pietro Rubino.

La galleria si innalza per 18 metri ed è impreziosita da una lunga balconata che percorre l’intero perimetro e alla quale si accede tramite due scalinate collocate sui due lati inferiori.

In origine era uno spazio aperto, dove fino al trasferimento della capitale d’Italia da Torino a Firenze, avevano la loro sede gli uffici del Ministero delle Finanze.

galleria subalpina torino
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Poi è diventato quello che vediamo ancora oggi, un’elegante galleria in cui si respira ancora un po’ di quell’atmosfera di fine Ottocento, elegantemente borghese con una luce resa particolare dai vetri che coprono questo spazio.

Per fortuna è un luogo che non è stato snaturato ed a più di un secolo di distanza è ancora come la vedevano gli intellettuali di fine Ottocento.

È usuale definire molti luoghi di Torino come dei salotti.

È vero, la nostra città si adatta bene ad essere paragonata ad una casa (lo ha fatto in modo intelligente e ironico qualche anno fa Giuseppe Culicchia).Ma non è né originale né giusto definire questa galleria in questo modo.

Decisamente più romantico vederla come un breve corridoio che collega la rumorosa piazza del Teatro Regio con l’elegante e silenzioso, questo si, salotto di piazza Carlo Alberto che ospita la biblioteca Nazionale.

galleria subalpina torino
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Un breve passaggio in cui sono custoditi oltre che oggetti preziosi, libri, stampe e mobili antiquari, anche uno dei più eleganti caffè torinesi e dalla quale si entra in uno dei cinema più affascinanti in città, il cinema Romano, il primo cinema d’essay italiano.

Proprio qui, nel 1898, in quello che allora era il Caffè Concerto Romano ha messo in scena i suoi primi spettacoli il noto comico torinese Macario.

Uno scrigno in cui abbandonare, anche se per pochi metri, la rumorosa metropoli in fermento e ritrovarsi in un luogo in cui abbiamo quasi timore di parlare, in cui con il naso all’insù e l’aria stupita fotografiamo, nella nostra mente, un’altra cartolina della nostra città.

Giulia Copersito

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