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A Torino la maglietta tecnologica contro la mafia

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Dalla necessità di creare dei contenuti che possano richiamare l’attenzione di un pubblico giovane rispetto ad un problema troppo spesso sottovalutato o ignorato, nasce a Torino la maglietta tecnologica contro la mafia.

L’associazione Libera ha dato il via ad un ambizioso progetto che unisce creatività e tecnologia per combattere la mafia al nord con la sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo il problema delle infiltrazioni mafiose nel nord Italia tramite canali non convenzionali e da qui è nato il progetto XmediaSize.

Il mezzo scelto per raggiungere questo obiettivo è il Mob tag, con il quale tutti abbiamo imparato a destreggiarci nell’ultimo periodo chiamandolo con un altro nome, ovvero QR Code, ma posizionato su una T shirt, dalla quale i ragazzi possono estrapolare le informazioni con uno smartphone in un click.

Il discorso delle magliette ipertestuali serve in realtà per dare visibilità al Performing Media Lab, la struttura di via Salgari 7, nel quartiere Regio Parco, dove le associazioni ACMOS e TEATRON in collaborazione con il comune di Torino hanno trasformato un bene confiscato in una “officina della comunicazione”, con fini sociali.

 

Maglia Libera contro le mafie
Maglia Libera contro le mafie

Il progetto segue la strada tracciata dalla Cascina Caccia di San Sebastiano da Po, in cui all’interno di un bene confiscato si è avviata la produzione del miele, oltre all’organizzazione di eventi e concerti che hanno coinvolto anche il gruppo Abele.

La mission del Performing Media Lab consiste nel “costruire format e progettualità, tese a diffondere i temi dell’antimafia sociale e dell’educazione alla cittadinanza attraverso il web 2.0”.

In parole più semplici l’intento è quello di utilizzare i canali di comunicazione in maniera non convenzionale e giocosa (da qui la definizione di Performing Media) e di convogliare il tutto in un laboratorio rivolto ai giovani, con attività sociali, ludiche e partecipative tese al “social tagging”, intese come attività di creatività digitale.

Si sono svolti anche alcuni seminari che hanno esplorato il rapporto tra i giovani e il web, nonché la ricaduta sul territorio ed il rapporto tra i nuovi media ed i modelli educativi.

Perciò non resta che vedere se il mondo della moda o del seguiranno l’esempio, accostando al gusto estetico e all’estro creativo italico anche contenuti importanti e dalla forte ricaduta sociale, come in questo caso.

 

La Redazione di Mole24

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