Home Cronaca di Torino A.A.A. Castello vendesi!

A.A.A. Castello vendesi!

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Internet talvolta riserva sorprese e in parte ci stiamo abituando, ma può lasciare stupiti il fatto di trovare un castello medievale piemontese in vendita su Sotheby’s.

(http://www.sothebysrealty.com/eng/sales/detail/180-l-682-4000014710/extraordinary-medieval-castle-torino-to-10018)

Si tratta ovviamente di una cifra considerevole, addirittura di una cifra a 7 zeri.

A prima vista può sembrare il Castello medievale del Valentino, ma mentre chiunque di noi sta per indignarsi gridare allo scandalo, immaginandosi una scena alla Totò alle prese con la vendita della fontana di Trevi, ci si accorge che è tutto vero.

Si tratta in realtà del Castello di Pavone, un’imponente struttura merlata e cinta da mura che sorge alle porte di Ivrea.

La struttura è attualmente adibita ad Hotel e Centro congressi con annesso ristorante ma le sue stanze hanno ospitato Re Arduino, gli Ottone, i Savoia, fino alla ristrutturazione ad opera di Alfredo D’Andrade nel 1800 ed ospita ancora due tombe romane del IV e V secolo a. C.

 

vendita castello pavone  Torino
vendita castello pavone Torino

Può essere divertente provare ad immaginare un mecenate o un appassionato di castelli, come quelli di cui parla Palahniuk (ne “La scimmia pensa, la scimmia fa”), ancora capaci di appassionarsi ad uno stile di vita antico, lontano dalle mode e contraddistinto da mura in pietra, portici, arazzi ed immaginarsi a passeggiare tra il Cortile Nobile ed il Pozzo dei Misteri (sperando che non ne esca Inuyasha..).

Il fatto che Torino sia una città che vale ovviamente lo sapevamo, ma ciò di cui non ci siamo mai

resi conto è di quanto si possa trattare realmente. Quanto può valere quindi la città di Torino?

Adesso ogni volta che faremo una passeggiata in centro, in collina o nei dintorni la nostra mente comincerà ad arrovellarsi cercando di quotare ed immaginare destinazioni differenti per ogni angolo di Torino, anche se il valore maggiore risiede nell’orgoglio ritrovato durante il periodo delle Olimpiadi del 2006 e che persiste tuttora.

Non si tratta di semplici parole, ma di una consapevolezza insita nel profondo di qualsiasi torinese, anche se di seconda, terza o decima generazione, ispirato dall’armonia e dalla bellezza dei palazzi e delle dimore storiche.

Ma nel dubbio accontentiamoci della quotazione ufficiale, a ricordarci ancora una volta il valore di una città capace di stupire ed eccellere e quando serve di farsi valere.

 

Luca C.

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