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Apologia delle Torri: non sono brutte, fanno “tipo”

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Come dicevano i Latini, de gustibus non est disputandum.  

Se anche voi siete della scuola di pensiero “Io quest’opera non la capisco, potevo farla anche io”, questa breve apologia delle Torri fa proprio per voi.

C’è un luogo a Torino in cui è davvero tutta una questione di punti di vista.

Mi riferisco alla criptica installazione scultorea collocata nelle immediate vicinanze del Palaisozaki, simbolo della gloriosa città olimpica che siamo stati.

Era il 2006 quando, un anno dopo la sua realizzazione, l’opera di Tony Cragg, “Punti di vista” appunto, prese posto là dove ancora oggi vien guardata con occhi a forma di punto interrogativo e sguardi di disapprovazione.

Che cosa voleva dirci l’artista inglese classe 1949 con questa scomposta erezione a spirale di bronzo lucido?

Vedeteci quel che volete – dopotutto è questo lo scopo dell’arte contemporanea – ma le tre colonne, avvitandosi su loro stesse, sono portatrici di un messaggio ben preciso

Torri Tony Cragg Torino
Torri Tony Cragg Torino

I due assi delle ellissi – gli amanti della geometria mi capiranno – sono posti a 90° l’uno dall’altro.

Questo gioco geometrico rende le tre torri un simbolo tangibile di movimento e dinamismo, due parole che ben descrivono la città nel pieno del suo splendore olimpico.

Alte 10-12 metri, le colonne in bronzo, avvitandosi su loro stesse in modo scomposto, sembrano essere il fermo immagine dell’elegante ruotare di un pattinatore su ghiaccio.

Affascinati dalla strana forma, vi scoprirete incuriositi dalla scultura.

Avvicinandosi quel che basta, noterete che il titolo dell’opera non è certo stato scelto a caso.

Grazie al non allineamento delle ellissi, lo spettatore ruota attorno alle colonne nel tentativo di scoprirne il significato, partecipando così al movimento di cui sono rappresentazione.

Fuse nel bronzo poi, quasi prigioniere in fuga dalla colonna, decine di facce umane, appena visibili nella loro silhouette, animano le colonne, ricambiando il vostro sguardo curioso.

E’ una visione a 360° che simboleggia i diversi modi di vedere una stessa cosa.

Nessuno è corretto, nessuno è errato.

Le torri di Cragg non sono brutte o belle.

E’ questione di gusti, di banali ma indispensabili punti di vista. 

I. Perino

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